È il Canada liberale la nuova frontiera per il riciclaggio di denaro sporco

Il Canada dello sciroppo d’acero, delle foreste e della gentilezza, senza fare rumore, è diventato il paradiso del riciclaggio di denaro

Foreste d'acero canadesi © Jonas Han - Photographer/iStockPhoto

Il Canada è un Paese di cui, nell’ultimo anno, abbiamo parlato più del solito in Unchained. Molto del merito del fatto che si sia parlato del Canada è del personaggio più citato in questo podcast: Donald Trump, che fin dai primi mesi del 2025 ha cominciato a suggerire che gli Stati Uniti d’America dovessero annettersi il Canada. Un’idea portata avanti in pieno stile Trump. Quindi con prese in giro costanti. Mappe pubblicate sui social col Canada colorato di stelle e strisce. E con il presidente canadese costantemente chiamato governatore, come se il suo fosse già uno Stato federato.

In altri tempi questa sarebbe stata la storia geopolitica del decennio. Ma in questi tempi la vicenda è durata poche settimane, subito rimpiazzata dai dazi. E poi dalla Groenlandia e poi dal Venezuela e poi da Cuba e poi dall’Iran, e così via. Le minacce però hanno avuto degli effetti, anche se non quelli sperati dalla Casa Bianca. Il primo è che il Canada ha iniziato a ridurre i suoi scambi commerciali con gli Stati Uniti e ha aumentato quelli con la Cina. Il secondo è che alle elezioni i Conservatori, fino ad allora strafavoriti, sono stati affossati dalla vicinanza a Trump. E il Partito Liberale ha rimontato fino a vincere.

È il Canada liberale la nuova frontiera per il riciclaggio di denaro sporco

Il nuovo premier liberale canadese, Mark Carney, lo ricordate probabilmente per l’altra volta in cui il Canada ha fatto notizia negli ultimi mesi. Durante il Forum Economico Mondiale di Davos, Carney ha fatto un discorso diventato virale sulla fine del diritto internazionale e sulla necessità di indipendenza delle medie potenze. Uno speech celebrato ovunque come esempio di onestà e rispetto delle regole, che però su Valori avevamo già smontato pezzo per pezzo. E che infatti non ha impedito al Canada di continuare a sostenere Israele o di non condannare gli attacchi sull’Iran. Ma questa è un’altra storia.

C’è infatti una altra vicenda canadese, altrettanto importante, se non di più, che non è arrivata alle nostre latitudini. Il Paese dello sciroppo d’acero, delle foreste e della gentilezza, senza fare troppo rumore, è anche diventato il paradiso del riciclaggio di denaro. Un fenomeno che ha persino un nome: snow-washing. Se pensiamo ai reati finanziari ci vengono in mente gli Stati Uniti, perché tutto passa da lì. E ci vengono in mente posti come la Svizzera, le Isole Cayman, il Lussemburgo: i paradisi fiscali che attirano ricconi da tutto il mondo con la promessa di non far pagare tasse e, di solito, di non fare troppe domande. Invece no, la nuova frontiera del riciclaggio di denaro sporco è il democratico, gentile e liberale Canada.

Ne parliamo nell’ultimo episodio di Unchained – storie di ordinario capitalismo selvaggio, il nostro podcast settimanale. Ascolta qui tutte le puntate!

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