Musk, Altman e i cowboy dell’intelligenza artificiale

Il mondo dei padroni dell’intelligenza artificiale sta cominciando a trasformarsi in un circo. O ancor peggio, nel set di un film western

Il mucchio selvaggio dei padroni dell’Ai © Kamaga/iStockPhoto

C’è un profilo Instagram che posta ogni giorno una frase assurda detta da uno dei vari padroni dell’intelligenza artificiale. Lo gestisce un attivista statunitense: Brian Patrick. Ha più di 150mila follower e i suoi reel superano spesso e volentieri il milione di visualizzazioni. Le frasi in questione possono essere quelle del fondatore di un software che attraverso l’intelligenza artificiale permette a chiunque di comporre musica. E dice che lo fa solo perché ai musicisti veri fare musica fa schifo. Oppure quelle del fondatore di Palantir che spiega come, nel suo tempo libero, si diverta a parlare con giovani nazisti.

Questo profilo evidentemente ha sempre più successo perché tutti si stanno rendendo conto che il mondo dei padroni dell’intelligenza artificiale sta cominciando a trasformarsi sempre più in un circo. O ancor meglio, nel set di un film western. Oramai, infatti, assistiamo a un duello dopo l’altro. Solo nel 2026 abbiamo visto prima Altman e Amodei che rifiutano di stringersi la mano in mondovisione, durante l’India AI Impact Summit. Poi Musk che porta in tribunale Altman per la questione di Open Ai. E, per adesso, non ottiene il risarcimento milionario che voleva. Ora, che questi personaggi non siano del tutto giusti, se non totalmente sbagliati, lo abbiamo raccontato spesso su Unchained. Ma qui si esagera.

Musk, Altman e i cowboy dell’intelligenza artificiale

Il problema, come sosteneva un vecchio filosofo tedesco, è che nel capitalismo i mezzi di produzione sono sempre in mano ai padroni. E siccome il pubblico (lo Stato in tutte le sue declinazioni, quindi anche l’Europa per intenderci) ha perso da tempo la corsa allo sviluppo tecnologico, strumenti decisivi come l’intelligenza artificiale sono stati lasciati in mano ai privati. Questo non avviene solo negli in Europa o negli Stati Uniti, ma anche in Cina. Spesso il grosso del lavoro viene fatto dal pubblico, nei laboratori universitari per esempio. Poi nel cosiddetto ultimo miglio interviene il privato. Il quale si limita a investire nell’ultimissima fase di sviluppo. Ma come un vero cowboy si tiene l’intero bottino.

La questione, però, è che in questo bottino ci sono strumenti decisivi come l’intelligenza artificiale. Dispositivi attraverso cui si può esercitare, o comunque influenzare, il governo politico ed economico del mondo contemporaneo. Lasciare questi strumenti in mano ai privati è già un grosso problema in sé. Ma se poi questi padroni si chiamano Altman e Musk, e come dei bambini cresciuti male e con troppi soldi anche da adulti si ritrovano a fare i cowboy. E soprattutto se i giocattoli di questi padroni sono i software linguistici dell’intelligenza artificiale. Beh, il problema si fa ancora più serio. L’unica speranza, a proposito di western, è che finiscano come ne Il mucchio Selvaggio.

Ne parliamo nell’ultimo episodio di Unchained – storie di ordinario capitalismo selvaggio, il nostro podcast settimanale. Ascolta qui tutte le puntate!

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