Primo sciopero contro la Fifa: «Fuori l’Ice dalla Coppa del Mondo 2026»

Amnesty International chiede risposte alla Fifa, i lavoratori scioperano, sulla Coppa del Mondo 2026 aleggia la paura dell'Ice

Proteste contro l’Ice © Joseph D Washburn/iStockPhoto

Parte dalla California la protesta per escludere le milizie fasciste dell’Ice dalla Coppa del Mondo 2026. I lavoratori del SoFi Stadium di Los Angeles hanno bloccato i lavori per un’intera giornata e poi hanno annunciato una serie di ulteriori scioperi nel caso l’Ice dovesse avvicinarsi allo stadio. «Non vogliamo vivere nella paura di andare al lavoro o di essere fermati quando torniamo a casa. Se non raggiungeremo un accordo, io e i miei colleghi siamo pronti a scioperare a oltranza», ha detto Isaac Martinez, uno dei lavoratori in sciopero. Durante la protesta i lavoratori mostravano anche palloni con la scritta «Fuori l’Ice dalla Coppa del Mondo 2026».

«Chiediamo alla Fifa di non condividere le nostre informazioni con l’Ice, Paesi stranieri o servizi segreti», ha spiegato la sindacalista Yolanda Fierro. Come abbiamo scritto su Valori, una delle maggiori criticità dell’Ice è proprio la raccolta dei dati personali eseguita in collaborazione con piattaforme tecnologiche come Palantir o Amazon. Questi dati, raccolti illegalmente, sono poi utilizzati arbitrariamente per arresti, prelievi, deportazioni. O addirittura per uccidere, come hanno fatto le squadracce dell’Ice a Minneapolis. Per questo non sono solo i lavoratori a temere la presenza dell’Ice durante i Mondiali di calcio, ma anche milioni di tifosi.

L’appello di Amnesty International per tenere l’Ice fuori dalla Coppa del Mondo 2026

Da quando è cominciato il secondo mandato di Donald Trump, gli agenti federali – tra cui la Us Immigration and Customs Enforcement, la Us Customs and Border Protection, e appunto l’Ice – hanno condotto operazioni in stile paramilitare contro le comunità latine, nere e asiatiche. Hanno eseguito arresti violenti e arbitrari anche nei confronti di bambine e bambini presso abitazioni, scuole e luoghi di lavoro. Hanno picchiato, rapito, sequestrato, deportato. E anche ucciso. Secondo un’inchiesta del New York Times solo nel 2025 sono state espulse oltre mezzo milione di persone.

Per questo i tifosi residenti negli Stati Uniti, o quelli che vorrebbero recarsi nel Paese per assistere al torneo, sono terrorizzati dal rischio di subire violazioni dei diritti umani da parte dell’Ice e della altre agenzie. Per questo Amnesty International ha scritto: «Le gravi limitazioni alla libertà d’espressione e di manifestazione rischiano di mettere in pericolo quel torneo “sicuro, accogliente e inclusivo” promesso dalla Fifa». E nel rapporto intitolato “L’umanità deve vincere: difendere i diritti, respingere la repressione alla Coppa del Mondo 2026” elenca tutti i rischi cui possono andare incontro tifosi, lavoratori e comunità locali.

La Fifa non risponde e l’estrema destra americana intensifica la repressione

Alla vigilia del 76mo congresso della Fifa che si è tenuto a inizio maggio a Vancouver, Amnesty International ha incalzato l’organizzazione e il suo presidente Gianni Infantino sulla questione dei diritti umani negli Stati Uniti. Ma non è arrivata alcuna risposta. «A poche settimane dal calcio d’inizio della Coppa del Mondo 2026, Infantino non ha ancora chiarito pubblicamente come tifosi, giornalisti e comunità locali saranno protetti da detenzioni arbitrarie, deportazioni di massa e giri di vite sulla libertà di espressione», spiega infatti Steve Cockburn di Amnesty. Se la Fifa e Infantino, come sempre, nascondono la testa sotto la sabbia e non rispondono, la risposta arriva dall’estrema destra americana.

Come racconta il Financial Times, il governatore del Texas ha minacciato di revocare i finanziamenti speciali per la Coppa del Mondo 2026 alle città le cui forze dell’ordine non avessero collaborato attivamente con l’Ice. Il governatore Greg Abbott è un repubblicano di ferro. Mentre Houston, Dallas e Austin, le tre città cui ha minacciato di negare fondi per circa 200 milioni di dollari, sono ovviamente a guida democratica. E si sono dovute arrendere. «Non abbiamo alternative per la sopravvivenza economica di Houston. Dobbiamo prepararci a ospitare la competizione mentre le milizie dell’Ice occuperanno indisturbate i nostri quartieri», ha spiegato affranto il sindaco di Houston, John Whitmire. Ecco come funziona  il torneo «sicuro, accogliente e inclusivo» promesso dalla Fifa.

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