Cuba è sotto attacco, a difenderla ci pensa Forza Italia in Calabria
Come gli unici a dire no a Mike Hammer, inviato da Trump con l'ordine di affossare Cuba, sono stati quelli di Forza Italia in Calabria
Cuba è sotto attacco. Mentre gli occhi del mondo sono giustamente puntati sul Medio Oriente, a Cuba la popolazione soffre come non mai. Non solo el bloqueo, l’embargo che dura orami da tempo immemore, i tempi della rivoluzione. Con Donald Trump la situazione se possibile è peggiorata; le limitazioni commerciali nei confronti di Cuba, per quanto illegali, sono aumentate. Ma forse per l’isola di Fidel Castro e Che Guevara, c’è una flebile speranza. E questa speranza, contro ogni immaginazione, anche la più fervida, arriva dalla giunta regionale della Calabria. Una giunta che non è composta da marxisti-leninisti, barbudos e rivoluzionari, ma… dal 2021 vede salda alla guida Forza Italia.
Ebbene sì, proprio loro, gli ultimi esponenti del partito azienda del cavaliere. Quello che in un comizio elettorale apostrofò i contestatori con lo slogan: «Siete ancora oggi, e come sempre, dei poveri comunisti». Bene, sono proprio loro, i suoi eredi in maggioranza nella Regione Calabria, che contravvenendo al monito del fondatore, in spregio a qualsiasi alleanza e schieramento politico, hanno deciso di frapporsi tra la furia di Trump e il socialismo cubano. In difesa di quest’ultimo, ovviamente. E per farlo hanno dovuto combattere contro un personaggio quantomeno curioso, il cui nome riecheggia nelle pagine dei romanzi hard-boiled americani degli anni Quaranta.
Come Forza Italia in Calabria ha detto no a Mike Hammer per difendere Cuba
Il suo nome è Mike Hammer, come l’investigatore privato nato dalla penna di Mickey Spillane. È un diplomatico statunitense. Ha sessant’anni, i capelli grigi e la faccia rotonda. E’ nato a Washington DC, ma è cresciuto tra Honduras, El Salvador, Colombia, Brasile. Come tutti i diplomatici in gamba è riuscito a costruirsi una carriera sia sotto i governi democratici sia sotto quelli repubblicani. Ha lavorato in Islanda. È stato ambasciatore in diversi Paesi latinoamericani. E ha negoziato accordi di pace in Africa. Infine, nel 2024, gli è stato affidato il compito di risolvere la questione cubana. Ovvero, di trovare un modo di liberarsi di quel governo socialista così fastidioso e ostile. E così vicino alle coste della Florida.
Mike Hammer ha preso il suo lavoro sul serio: ha incontrato i dissidenti cubani a Miami, regalato pentole agli abitanti dell’Avana e promesso libertà al resto dell’isola. Per molti analisti, infatti, la famiglia Castro e il presidente Miguel Diaz Canel hanno i mesi contati. E Hammer, vedendo di giorno in giorno avvicinarsi il suo obiettivo di far cadere il governo cubano, ha preso una decisione: ha preso un aereo. Ma non è volato all’Avana. È volato in Calabria. Per riuscire a convincere gli ultimi socialisti filocubani rimasti: la giunta regionale a guida Forza Italia. Questa è la loro storia. La storia dei discendenti del Cavaliere che si sono messi in testa di disobbedire a Trump. E di difendere il socialismo cubano.
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