Finanza etica

Cybercrime fuori controllo: costa 500 mld l’anno

Rapporto Clusit 2018 su cybercrime e cybersecurity. I costi globali deglii attacchi e le spese di difesa connesse, toccano i 500 mld di dollari.

Di Corrado Fontana
Sicurezza informatica, cyber-attack, cyber-crime, hacker. CC0 Public Domain da Piuxabay.com
apertura internazionale AFFARE CYBERSECURITY da VALORI 155 febbraio 2018

Presentato a Milano il Rapporto Clusit 2018, e non porta ottime notizie.

Secondo il documento, essenziale per conoscere lo stato dell’arte del cybercrime e della cybersecurity, in Italia e non solo, i costi degli attacchi e delle violazioni informatiche, le spese di difesa e contrasto cibernetico sono quintuplicati in sei anni, raggiungendo la cifra globale stimata di 500 miliardi di dollari.

Un’escalation di attività per i criminali da tastiera che nel 2017 ha colpito oltre un miliardo di persone nel mondo, e che spinge Clusit a definire “preoccupante la scarsa attenzione al tema nel dibattito politico alla vigilia delle elezioni”, nonostante le interferenze pesanti che software malevoli e hackers globali stanno producendo nella geopolitica e nella finanza, e i danni ai privati cittadini, vittime nel 2017 di crimini estorsivi su larghissima scala.

In particolare, l’Associazione Italiana per la Sicurezza Informatica parla di “salto quantico” relativamente al peggiorare dello scenario, sia a livello quantitativo che qualitativo, e registra 1127 attacchi “gravi” a livello mondiale nel 2017, ovvero azioni con impatto significativo per le vittime in termini di perdite economiche, di danni alla reputazione, di diffusione di dati sensibili. Di questi, il 21% è stato classificato dagli esperti Clusit di impatto “critico”.

Cresciuti del 240% gli attacchi informatici rispetto al 2011, prima edizione del Rapporto Clusit, e del 7% rispetto al 2016, con un  netto aumento rispetto allo scorso anno degli attacchi sferrati con finalità di Information Warfare (la guerra delle informazioni, che segna +24%) e di Cyber Espionage (lo spionaggio con finalità geopolitiche o di tipo industriale, a cui va tra l’altro ricondotto il furto di proprietà intellettuale, che cresce del 46%).

 

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