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#DivestItaly: la campagna parte da Piazza Affari, davanti alla Borsa

La prima adesione dei Missionari Comboniani: disinvestire dall'industria dei combustibili fossili è necessario per mantenere il nostro pianeta vivibile.

Di Non con i miei soldi

In un tweet:
[bctt tweet=”Se è eticamente sbagliato distruggere il pianeta, allora è sbagliato anche trarne profitto #DivestItaly”]

La campagna Divestment è sbarcata in Italia, in un appuntamento tutto milanese: mercoledì davanti alla Borsa con un flashmob dominato dal nero con ombrelli protagonisti per ricordare alluvioni e precipitazioni e il dissesto idrogeologico derivante, per attirare l’attenzione degli operatori sul suo forte messaggio: “Se è eticamente sbagliato distruggere il pianeta, allora è anche sbagliato trarne profitto. Perciò chiediamo di disinvestire dalle fonti fossili”.
La campagna di disinvestimento dai combustibili fossili è incentrato su concetti semplici e chiari: investire nel settore dei combustibili fossili è sbagliato. Il cambiamento climatico è ingiusto. Negli ultimi due anni centinaia di università, città e comunità si sono unite attorno all’idea di abbandonare gli investimenti nell’industria fossile. La prima adesione in Italia è arrivata dai Missionari Comboniani di cui la dichiarazione odierna diramata dalla sede di Bologna:

Io, P. Giovanni Munari, superiore provinciale dei Missionari Comboniani in Italia, con questa mia esprimo la mia totale adesione alla Campagna Disinvestimento a nome del gruppo che rappresento. Noi Missionari Comboniani siamo da sempre impegnati nella difesa dei diritti umani e dell’ambiente. Riteniamo importante aderire ad una iniziativa che è in profonda sintonia con i valori in cui crediamo e che cerca di dare una risposta concreta all’appello del Papa Francesco nella sua più recente enciclica Laudato Sii, in cui ci chiede di fare una ‘conversione ecologica.

La campagna #DivestItaly invita tutte le istituzioni ad allineare gli investimenti con i loro principi morali e inviare un chiaro messaggio: le azioni dell’industria fossile sono incompatibili con un pianeta vivibile, quindi assumiamo una netta posizione contraria e non le finanziamo.
Occorre collegare i punti tra cause e conseguenze del surriscaldamento globale: il cambiamento climatico che è sotto gli occhi di tutti, causato dai gas serra emessi nell’atmosfera a ritmi sempre più vertiginosi. Il nostro territorio italiano è fragile e l’aumento sia in frequenza che intensità delle precipitazioni trasformatesi in eventi estremi ha portato un aggravarsi del dissesto idrogeologico. Alluvioni e frane continuano a causare danni alle vite di moltissime persone, alle loro comunità, al settore agroforestale e alle aziende della nostra penisola. Fatti che coinvolgono tutti chiedendo un’attenzione sempre maggiore e un conseguente allineamento degli investimenti.
Disinvestire significa smettere di contribuire ad alimentare la produzione di energia da fonte fossile. E contribuire a un Pianeta più giusto. #DivestItaly!
 
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