Criptovalute

Ecco Libra, la criptovaluta di Facebook che promette di cambiare il mondo

Un nuovo sistema globale di pagamenti. Un potere enorme per i suoi controllori. E nuovi rapporti di forza con la politica e le banche centrali

Di Nicola Borzi
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Dopo mesi di attesa, Facebook nei giorni scorsi ha svelato i dettagli del lancio del suo progetto Libra, che associa funzioni di monetica basata (solo in parte) sulla tecnologia blockchain e una nuova criptovaluta. Si tratta di un passaggio epocale a livello finanziario mondiale. Non solo per il social network creato nel 2004 da Mark Zuckerberg (che a marzo contava 2,38 miliardi di utenti attivi e che oggi è una società quotata che capitalizza in Borsa al Nasdaq oltre 535 miliardi di dollari su ricavi annui per 56 miliardi e un utile netto di 22).

Nuovi rapporti di forza con le Banche centrali

Sono numerosi gli aspetti rilevanti del progetto destinato a entrare in operatività dal prossimo anno. L’impatto di Libra non riguarda infatti solo la creazione di un nuovo sistema globale di pagamenti o solo l’emissione di una nuova criptovaluta, ma comporta soprattutto un salto in avanti in territori sin qui inesplorati, specialmente dal punto di vista della capacità di Libra di sfruttare le differenze attuali esistenti tra Paese e Paese sul fronte delle situazioni legislative e dei controlli.

Mark Zuckerberg nel 2015. Foto: Maurizio Pesce Attribution 2.0 Generic (CC BY 2.0)

Il nuovo organismo avrà poi un enorme potere finanziario che, se non adeguatamente monitorato e controllato, potrebbe sovvertire in modi imprevedibili i rapporti di forza non solo con la politica, ormai relegata a soggetto debole nel mondo dell’innovazione economica e tecnologica, ma soprattutto con le Banche centrali e con gli organismi finanziari come il Fondo monetario internazionale e la Banca mondiale, i veri soggetti forti del sistema capitalistico attuale.

Lo scopo “sociale” e la scelta del nome

L’obiettivo dichiarato di Libra è quello di funzionare da strumento di inclusione finanziaria a livello globale: «Libra ha il potenziale per fornire a miliardi di persone in tutto il mondo l’accesso a un ecosistema finanziario più inclusivo e aperto», ha dichiarato David Marcus, dirigente di Facebook che guida la sua controllata Calibra, uno spin-out di Facebook che costruirà e gestirà prodotti connessi a Libra. Il progetto mira soprattutto al pubblico dei Paesi in via di sviluppo e alla vasta platea di tutti coloro che non sono “bancarizzati”. Il termine Libra riprende i numerosi significati latini del termine: innanzitutto quello di libbra come misura di peso e capacità; poi quello di bilancia o livella, dunque un senso di giustizia, contrappeso o equilibrio in senso figurato. Nelle lingue latine il termine ricorda poi il concetto di libertà. Infine, proprio la libbra romana è stata alla base delle valute come la lira italiana e la lira sterlina.

Come funzionerà:

Cerchiamo di capire quali sono le caratteristiche sin qui conosciute del progetto Libra e per farlo partiamo dalla descrizione del funzionamento attuale dei sistemi di monetica, cioè di quella branca della finanza e delle tecnologie informatiche che gestisce le transazioni in denaro e i pagamenti digitali effettuati con carte di credito e altri sistemi elettronici basati su carte di credito, come Paypal.

OGGI

Nel sistema tradizionale sin qui utilizzato, oggi chi vuole effettuare pagamenti o trasferimenti di denaro su canali digitali va da una banca, apre un conto corrente, vi versa del denaro e firma un contratto di sottoscrizione di una carta di credito. Con questa carta di credito va da un offerente di beni e/o servizi, ad esempio su un sito internet, li acquista e li paga.

Per essere autorizzata, la transazione segue un canale telematico preciso: i dati dell’acquirente dei beni e/o servizi vengono trasmessi dal venditore a una società (chiamata acquirer) che li centralizza e gestisce i flussi finanziari del venditore; l’acquirer trasferisce i dati alla società che gestisce la carta di credito per verificare l’esistenza e l’abilitazione della carta; la società che ha emesso la carta, una volta verificata l’esistenza e l’abilitazione, trasmette alla banca dove esiste il conto corrente del compratore i dati; la banca verifica che la spesa sia compatibile con la situazione finanziaria e l’autorizza, dando “luce verde” alla società che gestisce la carta, la quale dà a sua volta “luce verde” all’acquirer, il quale conferma il benestare al venditore che consegna i beni e/o i servizi al compratore.

Con piccole varianti, questo stesso schema funziona anche quando invece di utilizzare i dati della carta la transazione viene effettuata attraverso il sistema Paypal, che allunga semplicemente la catena della trasmissione delle informazioni. Ovviamente per sostenere i costi necessari a effettuare queste operazioni di pagamento ciascun anello della catena si trattiene una commissione calcolata in percentuale sull’importo transato.

DOMANI

La criptovaluta Libra e la sua rete blockchain saranno lanciati nel prossimo anno. Quando sarà in funzione, il sistema di pagamenti realizzato tramite Libra funzionerà invece così: il cliente scaricherà su un proprio cellulare, palmare, tablet o pc un’app che si chiamerà Calibra che sarà proposta da Facebook e che funzionerà da “portafoglio” o “borsellino” digitale (wallet) su cui sarà “depositata” la criptovaluta Libra. Il cliente si iscriverà all’app Calibra e si abiliterà l’uso della rete Libra trasferendo all’Associazione Libra, che gestisce il sistema, i propri dati personali e validandoli con documenti di identità ufficiali.

Poi assocerà a Calibra i propri dati bancari e Calibra gestirà i rapporti con le banche. Attraverso l’app Calibra, che funzionerà da “borsellino” (wallet) digitale, trasformerà una certa quantità di denaro in token digitali (cioè in unità di conto) della criptovaluta Libra. Una volta identificato il bene e/o il servizio che intende acquistare, ma anche (e qui è una novità importante rispetto al sistema attuale) un beneficiario a cui intende trasferire dei fondi, effettuerà il trasferimento dei token digitali Libra. L’informazione relativa alla transazione passerà attraverso i nodi del sistema informatico di server autorizzati sulla rete blockchain gestita dal sistema Libra e dalle sue entità associate.

I server “fotograferanno” nei propri registri digitali la transazione, sottraendo il numero di unità di conto Libra dal portafoglio (wallet) dell’acquirente e aggiungendoli al portafoglio digitale (wallet) del venditore di beni e/o servizi o del beneficiario dell’accredito. Rispetto alla situazione attuale, ci sono delle novità sostanziali: sparisce un certo numero di intermediari. Nel nuovo sistema non ci sarà nessun ruolo (dunque nessuna commissione ricevuta) per le società acquirer, per le società che gestiscono le carte di credito, per le banche e per Paypal.

Anche in questo caso, però, ovviamente per sostenere i costi necessari a effettuare queste operazioni di pagamento o trasferimento di fondi ciascun anello della catena (in sostanza solo l’Associazione Libra e le entità che gestiranno il sistema dei server autorizzati su cui funzionerà la sua rete blockchain) si tratterrà una commissione calcolata in percentuale sull’importo transato.

Nella rete blockchain

La criptovaluta Libra sarà emessa dall’Associazione Libra, che svilupperà il portafoglio digitale (wallet) Calibra. Libra circolerà sulla piattaforma blockchain realizzata dall’Associazione Libra sotto la forma tecnologica di “smart contract”. Sia la criptovaluta Libra che l’omonima rete blockchain, secondo quanto promette il documento originale (whitepaper) su cui si basa lo sviluppo del progetto di Facebook, saranno studiate per essere “sicure, scalabili e affidabili”.

Gli obiettivi sociali

L’Associazione Libra ha affermato che gli obiettivi “sociali” del progetto della criptovaluta sono soprattutto due: consentire a chi non ha un rapporto bancario di poter effettuare acquisti e versamenti e abbassare le commissioni pagate dai trasferimenti di denaro a livello globale. Il “valore” effettivo della criptovaluta Libra e la sua “stabilità” nel sistema dei cambi saranno garantiti da investimenti selezionati in funzione della loro “bassa volatilità”, come depositi di liquidità bancaria e titoli di Stato emessi da Banche centrali di monete stabili come il dollaro Usa, l’euro, la sterlina britannica e lo yen giapponese.

Mark Zuckerberg. Foto: Pete Souza Official White House public domain

In questo modo, secondo il progetto originale contenuto nel whitepaper, la criptovaluta Libra “non sarà ancorata a una singola valuta” (e non rischierà quindi di soffrire oscillazioni importanti nel suo valore, specialmente al ribasso) ma anche “non avrà un valore fisso in nessuna valuta esistente nel mondo reale”. Quanta più gente userà la criptovaluta Libra, tanto più grande sarà il paniere di liquidità e asset finanziari utilizzati a garanzia: se qualcuno vorrà usare Libra, il paniere finanziario di garanzia aumenterà in proporzione al denaro che il cliente intenderà convertire in Libra (si emetteranno in circolazione tante unità di Libra quanti saranno i fondi depositati dal cliente); se invece i clienti vorranno scambiare Libra con monete reali, il paniere finanziario di garanzia diminuirà in maniera corrispondente (si cancelleranno dalla circolazione tante unità di Libra quanti saranno i fondi prelevati dal cliente).

Nell’Associazione Libra membri importanti

L’organo di governo e gestione del progetto della criptovaluta Libra, l’Associazione Libra, è un’organizzazione senza scopo di lucro che è stata fondata a Ginevra, in Svizzera, e che secondo i suoi statuti alla fine avrà 100 membri fondatori distribuiti in diversi settori, da quelli profit a quelli no profit, su base geografica internazionale. Nessun membro controllerà più dell’1% della rete blockchain, afferma l’Associazione. Facebook fa parte dell’Associazione ma si è volontariamente privata di diritto di voto nelle decisioni, che per essere valide dovranno essere approvate da una maggioranza di due terzi dei membri.

I membri fondatori sono stati selezionati in base a criteri di valutazione finanziari: in fondi di investimento venture capital dovevano avere masse amministrate superiori a un miliardo di dollari, le società digitali dovevano depositare almeno 100 milioni; le società non attive nel settore cripto dovevano essere quotate e avere una capitalizzazione di Borsa superiore a 1 miliardo o fondi di clienti per oltre 500 milioni. Tra i 23 membri fondatori dell’Associazione Libra, oltre ovviamente a Facebook, vi sono alcune delle maggiori società mondiali che gestiscono carte di credito, come Visa e MasterCard, o i pagamenti digitali basati su carte, come PayPal, il cui “peso” porterà molti commercianti e gestori di sistemi informatici ad accettare Libra e a supportarla.

Ci sono importanti società di vendite di beni e/o servizi online tra le quali eBay, Booking.com, Spotify, Uber, Mercado Libre, Farfetch. Ci sono poi le società che gestiscono i pagamenti online, come Stripe e PayU, che “sensibilizzeranno” i commercianti online. Ci sono compagnie che gestiscono sistemi di scambio di criptovalute come Coinbase, Xapo, Anchorage e Bison Trails. Ci sono compagnie di telecomunicazione come Iliad e Vodafone. Ci sono società di investimento venture capital come Andreessen Horowitz, Thrive Capital, Ribbit Capital e Union Square Ventures.

Ci sono organizzazioni non governative (Ong) umanitarie internazionali e start up tecnologiche no profit realizzate in ambito universitario come Creative Destruction Lab, Mercy Corps, Kiva Microfunds, Women’s World Banking. Ma nell’Associazione progetto Libra, almeno sino a oggi, non c’è nemmeno una banca. Le imprese commerciali, finanziarie o comunque profit che gestiranno i nodi di convalida della rete blockchain Libra dovranno effettuare un investimento minimo iniziale di 10 milioni di dollari in token di investimento Libra emessi dall’Associazione.

L’Associazione Libra stima che la gestione dei nodi di validazione avrà costi operativi di circa 280 mila dollari l’anno. Alle organizzazioni non governative (Ong), ai partner di attività sociali (Sip) e alle università non sarà richiesto l’investimento iniziale di 10 milioni di dollari ma dovranno comunque sostenere la gestione del loro nodo pagando la quota di costi annuali.

Le differenze con il Bitcoin

Le differenze tra il progetto Libra e la principale criptovaluta mondiale, il Bitcoin, sono numerosissime e assai rilevanti. I primi test avverrano già nelle prossime settimane. Gli sviluppatori potranno leggere, programmare, fornire feedback e prendere parte al debugging dello sviluppo informatico del progetto sul nuovo linguaggio proprietario di programmazione di Libra che si chiama Move. Nel merito della criptovaluta stessa, Libra a differenza di Bitcoin non viene “estratta” dalla rete attraverso i procedimenti informatici di mining ma viene “emessa” attraverso l’acquisto di titoli di Stato e l’uso di depositi bancari.

La criptovaluta Libra circolerà su una propria rete blockchain autorizzata e, almeno inizialmente, parzialmente centralizzata sulla quale potranno operare solo i membri dell’Associazione Libra, mentre la rete blockchain su cui circola il Bitcoin è libera e decentralizzata. Il documento del progetto Libra dice però che in futuro la rete blockchain di Libra potrebbe evolversi su forme non autorizzate e decentralizzate a patto però che “nessuna singola parte sia in grado di modificare unilateralmente le regole della rete”, motivo per il quale i membri fondatori dell’Associazione affermano che il blockchain di Libra intende operare come un “vero servizio pubblico” e che la rete entro cinque anni dovrà evolversi da rete autorizzata a rete “senza autorizzazione”, dunque decentralizzata.

La gestione della privacy

Altra differenza sostanziale con il sistema Bitcoin è che le transazioni realizzate con la criptovaluta Libra saranno “pseudo anonime”: questo significa che l’importo della transazione, i suoi orari e gli indirizzi online sulla rete blockchain Libra delle parti delle transazioni (acquirente / venditore, trasferente / beneficiario) saranno visibili solo ai membri della rete Libra. Il fatto che la rete blockchain sia “autorizzata” significa in sostanza che solo i membri dell’Associazione Libra potranno gestire la convalida richiesta dal processo di autorizzazione necessario a convalidare le transazioni, come accade per le reti blockchain private supportate da altre aziende od operatori.

L’Associazione Libra ha promesso che non terrà i dati personali sugli utilizzatori di Libra e Facebook ha assicurato che non acquisirà tratterà o farà affari con i big data risultanti dal progetto e dalle transazioni realizzate sulla sua app Calibra ma, ancora a differenza con il Bitcoin, identità e password degli utilizzatori della app saranno comunque registrate da terzi, mentre nel sistema Bitcoin sono assolutamente anonimi e devono restare tali per evitare rischi di furti della criptovaluta.

Facebook, Palo Alto, California. Foto: Lawrence Jackson Official White House dominio pubblico

Investimenti, autorizzazioni e controlli

Secondo il documento iniziale del progetto, gli sviluppatori che si basano sulla blockchain di Libra dovranno “rispettare le leggi e i regolamenti delle giurisdizioni in cui operano”, ma la rete blockchain di Libra “non sarà regolamentata”. Il fatto che l’Associazione Libra sia stata fondata a Ginevra sottopone la criptovaluta Libra alle regole della Finma, l’autorità di controllo federale svizzera sulle criptovalute, che però dal punto di vista finanziario in sostanza riguardano sostanzialmente solo l’emissione di token di criptovaluteUna criptovaluta è una valuta paritaria, decentralizzata e digitale la cui implementazione si basa sui principi della crittografia per convalidare le transazioniApprofondiscida investimento, non invece le criptovalute utilizzate per sistemi di pagamento, nei confronti delle quali valgono solo le ordinarie procedure antiriciclaggio internazionali note con l’acronimo di KYC (Know Your Customer).

Procedure di controllo antiriciclaggio alle quali (altra differenza rilevante con il Bitcoin) si dovrà sottoporre chiunque vorrà utilizzare la criptovaluta Libra su portafogli Calibra. Parallelamente allo sviluppo del progetto della criptovaluta Libra, l’Associazione Libra emetterà infatti anche una criptovaluta omonima sotto forma di token di investimento denominato Libra Investment Token che sarò utilizzato per finanziare i programmi di sviluppo e per coprire i costi operativi del progetto. I token di investimento Libra saranno disponibili solo agli investitori accreditati. I detentori dei token di investimento Libra potranno guadagnare in base alla ripartizione degli interessi ottenuti dalle riserve di asset finanziari a garanzia di Libra.

Garanzie antiriciclaggio

Oltre all’Associazione Libra a Ginevra, a febbraio Facebook ha creato Calibra, una società sussidiaria di pagamenti e monetica registrata negli Usa al Financial Crimes Enforcement Network (FinCEN), la Rete per il controllo dei reati finanziari che è un ufficio del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti che raccoglie e analizza le informazioni sulle transazioni finanziarie al fine di combattere il riciclaggio di denaro, il finanziamento del terrorismo e altri crimini finanziari nazionali e internazionali. In questo modo Facebook sostiene che garantirà “la separazione tra dati sociali e finanziari” e “costruirà e gestirà i propri servizi sulla rete Libra” nel rispetto delle norme antiriciclaggio. Grazie al fatto che Calibra si è registrata negli Usa con FinCEN, sottostando alla legislazione statunitense, il sistema potrà operare in tutti e 50 gli stati degli Stati Uniti.

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