Criptovalute

Criptovalute

Una criptovaluta è una valuta paritaria, decentralizzata e digitale la cui implementazione si basa sui principi della crittografia per convalidare le transazioni

Una criptovaluta (o crittovaluta o criptomoneta) è una valuta paritaria, decentralizzata e digitale la cui implementazione si basa sui principi della crittografia per convalidare le transazioni e la generazione di moneta in sé.

Le implementazioni spesso usano uno schema proof-of-work come salvaguardia alla contraffazione digitale. Esse utilizzano tecnologie di tipo peer-to-peer (p2p) su reti i cui nodi sono computer di utenti disseminati in tutto il globo. Su questi computer vengono eseguiti appositi programmi che svolgono funzioni di portamonete. Non c’è attualmente alcuna autorità centrale che le controlla. Le transazioni e il rilascio avvengono collettivamente in rete, pertanto non c’è una gestione di tipo “centralizzato”. Queste proprietà uniche nel loro genere, non possono essere esplicate dai sistemi di pagamento tradizionale.

Il controllo decentralizzato di ciascuna criptovaluta funziona attraverso una tecnologia di contabilità generalizzata (DLT), in genere una blockchain, che funge da database di transazioni finanziarie pubbliche.

Sono state definite oltre trenta diverse specifiche e protocolli per lo più simili o derivate dal Bitcoin. Dopo l’avvento di questa moneta sono nate nel mondo tutta una serie di criptovalute, subito ribattezzate altcoin, che si differenziano per alcuni aspetti, e utilizzano un sistema differente dalla blockchain. Le altcoin puntano su caratteristiche che Bitcoin, pur con tutti i suoi pregi, non possiede. In particolare, provano a convincere gli utenti puntando su una maggiore attenzione ad aspetti come privacy e sicurezza.

La tecnologia di blockchain non è ancora stata chiarita del tutto dal punto di vista legale e legislativo, ma i governi stanno cercando di andare nella direzione di un progressivo aggiornamento: nel 2017, per esempio, lo stato del Nevada, Stati Uniti, ha approvato una legge per la completa liberalizzazione della blockchain.

Questa visione non è condivisa da tutti però: per esempio sempre negli Stati Uniti, lo stato di New York ha imposto leggi molto ferree per chi faccia uso di questa tecnologia per scambi monetari, con una condanna anche di espulsione dallo stesso stato.

Alcuni stati, tra cui il Giappone, hanno riconosciuto al Bitcoin corso legale, e dunque in questi stati può essere usato legalmente al posto della valuta locale.

La maggior parte delle criptomonete sono progettate per introdurre gradualmente nuove unità di valuta, ponendo un tetto massimo alla quantità di moneta che sarà in circolazione. Ciò viene fatto sia per imitare la scarsità (e il valore) dei metalli preziosi, sia per evitare l’iperinflazione.

Comparate con le valute ordinarie gestite dagli istituti finanziari o tenute come contante, le criptomonete sono meno suscettibili a confische da parte delle forze dell’ordine. Le transazioni effettuate con le criptomonete offrono un buon livello di privacy, grazie alla caratteristica di pseudonimia degli utilizzatori. Il livello di privacy varia a seconda del protocollo utilizzato, ed è totale per quelle criptovalute (quali Monero, Dash, Zcash) che utilizzano il sistema di validazione “zero knowledge”, grazie al quale non viene scambiata nessuna informazione delle parti.

Alcuni ricercatori hanno trovato vulnerabilità nell’implementazione del protocollo usato da Monero, in particolare sono stati in grado di ricostruire la storia delle transazioni avvenute sulla catena di Monero fino a Gennaio 2017.

Attacchi simili sono stati portati a compimento anche nei confronti di Dash e Zcash.

Fonte: Wikipedia

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