Eni insegue il gas dell’Argentina di Milei, il Golfo San Matías rischia
Il progetto Argentina Lng ha chiesto di aderire al Rigi, il piano di incentivi di Milei che non prevede tutele per ambiente e comunità locali
In breve
- Il progetto Argentina Lng di Eni, Ypf e Xrg ha presentato domanda di adesione al Rigi, il regime di incentivi di Milei per i grandi investimenti.
- Il piano prevede sei unità galleggianti per liquefare ed esportare il gas, ancorate nel Golfo San Matías, vicino a centri abitati e aree protette.
- Nave gasiera per il trasporto di gas naturale liquefatto (Gnl)Comitati e associazioni denunciano l’assenza di consultazione: il Rigi non prevede tutele specifiche per ambiente e comunità del territorio.
Nell’Argentina governata dal presidente di destra Javier Milei, prosegue l’interesse di Eni per il gas naturale liquefatto. Ad agosto Argentina Lng – il progetto promosso da Eni, Ypf e Xrg per la produzione ed esportazione di gnl – ha presentato domanda di adesione al Régimen de incentivo para grandes inversiones (Rigi), il piano di incentivi per i grandi investimenti promosso dall’esecutivo ultraliberista. Secondo quanto si legge nelle comunicazioni ufficiali, per Eni si tratta di «un’importante tappa verso la decisione finale di investimento» prevista per la fine dell’anno. La domanda è ad oggi in valutazione.
L’iniziativa Argentina Lng è guidata da Ypf, la principale società argentina del gas e del petrolio controllata dallo Stato. Il progetto ha l’obiettivo di estendere la produzione di idrocarburi di Vaca Muerta, uno dei più grandi giacimenti al mondo di petrolio e gas non convenzionali. Situata nel nord della Patagonia, ha un’estensione di 30mila km quadrati e comprende parte del sottosuolo delle province di Neuquén, Mendoza, Río Negro e La Pampa. Per le attività di estrazione è utilizzato il fracking, la fratturazione idraulica: acqua, sabbia e prodotti chimici sono iniettati ad alta pressione nelle formazioni sotterranee.
I rischi ambientali del progetto e le proteste locali
Da anni le organizzazioni ambientaliste denunciano gli effetti che questa pratica, altamente nociva, ha sull’ambiente. Centri di ricerca come Observatorio Petrolero Sur e Fundación Ambiente y Recursos Naturales hanno realizzato ricerche che mostrano come il fracking stia contaminando l’aria e le falde acquifere, compromettendo anche le produzioni agricole locali. Alla fratturazione idraulica si aggiunge il flaring, cioè la combustione in torcia del gas in eccesso.
Il gas di Vaca Muerta arriverebbe fino alla costa atlantica. Il progetto Argentina Lng prevede l’installazione di sei unità galleggianti per la liquefazione e successiva esportazione di gas (Flng). Queste strutture dovrebbero essere ancorate nel Golfo San Matías, habitat incontaminato, a breve distanza dai centri abitati di San Antonio Oeste, Las Grutas e Playas Doradas. Due unità sono in capo a Eni, supportata da Sace, agenzia di credito all’esportazione controllata dal ministero italiano dell’Economia e delle Finanze.
Per chi si oppone ad Argentina Lng, come l’insieme di associazioni unite nella Multisectorial Golfo San Matías, si sta costruendo una nuova “zona di sacrificio”. Le comunità territoriali denunciano le conseguenze che le unità galleggianti avrebbero sull’ambiente. L’area destinata all’ancoraggio interseca le rotte migratorie della balena australe, una specie protetta proveniente dalla vicina Penisola di Valdés che è stata dichiarata patrimonio Unesco. Anche la più grande colonia di leoni marini del Sud America, situata a Punta Bermeja nel nord del golfo, sarebbe minacciata dal progetto. I comitati territoriali denunciano di non essere consultati e che le loro preoccupazioni non vengono prese in considerazione dalle autorità locali e nazionali. Continuano a organizzare incontri sul territorio e si sono mobilitati nella campagna Golfo azul para siempre.
Gli incentivi del Rigi e la vicinanza tra Milei e Meloni
L’avvicinamento di Eni all’Argentina è accelerato da quando si è insediato il governo di Milei che sta facilitando l’arrivo nel Paese di multinazionali e imprese straniere. Aiuta anche la vicinanza politica tra il leader ultraliberista e la presidente del consiglio Giorgia Meloni. Nel giugno 2025 era stato siglato il “Piano di Azione 2025-2030 Italia-Argentina” che mira a intensificare la collaborazione anche nei settori dell’economia. Contestualmente a ciò, era stato firmato l’accordo relativo ad Argentina Lng tra Eni e Ypf che pochi mesi prima, ad aprile, avevano già sottoscritto un memorandum d’intesa.
Inoltre il Rigi, uno dei punti principali della politica economica di Milei, garantisce benefici fiscali, valutari e commerciali per gli investimenti superiori ai 200 milioni di dollari statunbitensi in diversi settori produttivi, come gli idrocarburi e l’estrazione mineraria. L’obiettivo del piano è al contempo attrarre capitali e accelerare le esportazioni nel breve termine. Per monitorarlo e studiare che tipo di progetti vengono supportati, è nato un osservatorio formato da accademici ed esponenti della società civile. L’obiettivo è anche indagare gli effetti sui territori e i possibili impatti socio-ambientali. Il Rigi, infatti, non prevede disposizioni specifiche sulla tutela dell’ambiente, degli ecosistemi e delle comunità.




Nessun commento finora.