Il nuovo trend del calcio: fare debito su giocatori ancora da comprare
In Premier League i club hanno impegnato 14 miliardi a garanzia dei debiti. Ora i fondi prestano anche su acquisti e future cessioni dei calciatori
Il clásico di domenica sera non ha messo di fronte soltanto due delle squadre più famose al mondo, Real Madrid e Barcellona, o alcuni tra i migliori giocatori in circolazione: Valverde, Bellingham, Diomande e Mbappé da una parte, Rodri, Pedri, Raphinha e Yamal dall’altra. Ha messo di fronte anche i due club calcistici più articolati come strutture finanziarie. E quindi i più indebitati.
Real e Barça presentano infatti ricavi vicini al miliardo di euro ciascuno, con un utile di una ventina di milioni per il Real e un rosso della stessa cifra per il Barça. Ma sono i debiti il vero core business dei due club. Un calcolo a spanne che tenga insieme quelli strutturali, quelli finanziari e quelli collaterali (leggi i prestiti per stadi e speculazioni edilizie) racconta di un debito superiore al miliardo per il Real e vicino ai due miliardi per il Barcellona. Perché, come insegna appunto il clásico, è il debito il cuore del calcio finanziario.
I debiti di Serie A e Premier League superano i ricavi
Pensiamo alla derelitta Serie A. Secondo il Report Calcio 2025 della Figc, i ricavi complessivi della Serie A stanno sui tre miliardi di euro (poco più di Real e Barça, in pratica, ma questo è un altro discorso). Il debito strutturale invece si assesta poco sopra i 4,5 miliardi, e quello complessivo supera i sei miliardi. Come scrive La Gazzetta dello Sport, la relazione annuale 2026 della Commissione indipendente per la verifica dell’equilibrio economico e finanziario delle società sportive professionistiche colloca il 20% dei club in una situazione di «tensione economica». Un altro 25% è classificato come «fragile».
Gli altri campionati non stanno meglio. Passiamo alla Premier League, il campionato di calcio maschile più ricco e famoso del Pianeta. Qui i ricavi complessivi superano i 10 miliardi di euro (tre volte la Serie A, ma anche questo è un altro discorso) e il debito strutturale supera i cinque miliardi. Ma, come riporta Calcio e Finanza, tra attività, ricavi e partecipazioni societarie a garanzia dei finanziamenti ricevuti, i club della Premier League hanno impegnato complessivamente 14 miliardi di euro. Ecco la vera cifra del debito. Da quando le società di calcio sono gestite come asset finanziari dai fondi di private equity, stanno impegnando tutto quello che hanno: dagli stadi ancora da costruire ai giocatori ancora da comprare.
FestiValori 2026, sabato 14 novembre a Milano: Non aspettiamo la prossima estate. Il festival di Valori e Radio Popolare, ingresso libero. Scopri il programmaIl player trading diventa garanzia per nuovi prestiti
Del debito fatto sugli stadi ancora da costruire abbiamo scritto molto, a partire proprio dai due protagonisti del clásico, Real Madrid e Barcellona. Così come di quello che si fa sul player trading, la nuova frontiera dello scambio di giocatori come asset finanziari che ha sostituito il calciomercato. Ma adesso si aprono ulteriori orizzonti, con implicazioni assai serie su come si costruiscono le squadre che vanno in campo. Il Financial Times racconta infatti che il nuovo scenario del calcio dei fondi è fare debito vendendo ad altri fondi di private equity l’ipotesi di acquisto e di futura vendita di un calciatore.
Secondo il quotidiano della City, in Premier League il caro vecchio squad-value financing ha raggiunto un nuovo stadio. È il finanziamento con cui ci si indebitava sul valore ipotetico della rosa. Ora ci sono fondi di private equity specializzati nel prestare soldi alle squadre di Premier sulla pura ipotesi che, con quei soldi, il club potrà acquistare un certo calciatore. E che il suo valore, di nuovo ipoteticamente, potrà aumentare al momento della vendita. A garanzia del debito il fondo che presta si assicura quindi non solo il valore di acquisto del calciatore, ma anche una clausola: se il giocatore dovesse essere venduto a un prezzo maggiorato, crescerà anche l’importo del debito da saldare.
Quando è il creditore a vendere il tuo campione
Il Financial Times scrive, con una buona dose di british humour, che «fonti vicine alle trattative hanno precisato che un creditore che detiene una garanzia su ipotetici ricavi da cessioni non avrebbe il potere di costringere un club a vendere un giocatore». Eppure tutto lascia pensare il contrario.
A decidere come e quando cedere un calciatore per ripagare il debito potrebbe non essere più il fondo di private equity proprietario del club. Potrebbe essere invece il fondo che gli ha prestato i soldi, per rientrare del proprio investimento. La prossima volta che la vostra squadra del cuore vende il vostro idolo, non prendetevela con l’allenatore che, si racconterà, «non lo voleva più». E neppure con la proprietà che «l’avrà venduto per soldi». Prendetevela con chi ha prestato alla proprietà i soldi per comprarlo. Ecco il calcio a debito in cui viviamo.




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