Ambiente

«Guru apocalittica», «Nobel per la paura»: la destra francese accoglie Greta Thunberg

La giovane attivista Greta Thunberg interviene al Parlamento francese. Ma numerosi deputati, di destra come di En Marche, la attaccano

Di Andrea Barolini
La militante ecologista svedese Greta Thunberg © Anders Hellberg/Wikimedia Commons

La giovane ecologista svedese Greta Thunberg è ormai un simbolo mondiale della lotta ai cambiamenti climatici. Ha girato il mondo, incontrato rappresentanti di istituzioni, organizzazioni internazionali, governi. E oggi, martedì 23 luglio, è invitata presso l’Assemblea Nazionale, il Parlamento di Parigi. Per ripetere il suo appello affinché si agisca immediatamente al fine di evitare che la crisi climatica si trasformi in una catastrofe.

Polemiche per la visita in Francia di Greta Thunberg«Boicottiamo Greta Thunberg»

Tuttavia, in Francia Greta Thunberg non sarà accolta da tutti a braccia aperte. È stata invitata da 162 deputati, membri del collettivo «Accélérons», del quale fanno parte parlamentari di vari orientamenti politici. Ma alla vigilia del discorso che la militante pronuncerà in Aula, numerosi rappresentanti del popolo francese, principalmente di centrodestra, storcono il naso. E lo fanno pubblicamente.

«Rispetto la libertà di pensiero, ma non contate su di me per applaudire questa profetessa in pantaloncini corti», ha spiegato su Twitter il deputato del partito Les Républicains (LR, ex-Ump, centrodestra) Julien Aubert. Che ha anche etichettato Greta Thunberg come una «Premio Nobel per la paura».

Il quotidiano Le Monde ha quindi riferito il pensiero di Guillaume Larrivé, altro parlamentare conservatore. Che ha addirittura lanciato un appello indirizzato ai suoi colleghi, chiedendo «boicottare Greta all’Assemblea Nazionale. Per lottare contro il riscaldamento climatico non abbiamo bisogno di guru apocalittici. Servono progresso scientifico e coraggio politico».

Sul web una pioggia di insulti contro la militante

Ma la pioggia di critiche ed epiteti infelici non è finita qui. «Dico no all’infantilizzazione oscurantista. Con Greta Thunberg invitata d’onore l’Assemblea si copre di ridicolo», ha affermato Jean-Louis Thieriot, anch’egli deputato LR. Che ha aggiunto: «Durante il suo “show” io e molti colleghi continueremo a lavorare».

Ancora più a destra, il deputato del Rassemblement National Sébastien Chenu (ex-Front National, partito di Marine Le Pen) ha allo stesso modo preso le distanze: «Se affermo che non intendo andarmi a prostrare davanti a questa bambina di 16 anni faccio qualcosa di politicamente scorretto?».

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La militante ecologista svedese Greta Thunberg © Anders Hellberg/Wikimedia Commons

Ma non è tutto: anche dai banchi di En Marche, il partito del presidente Emmanuel Macron, si levano voci fortemente critiche nei confronti dell’attivista. La parlamentare Bénédicte Peyrol ha spiegato che «occorrerebbe dare altrettanto spazio agli scienziati. Alle persone che agiscono da anni per il Pianeta. Utilizzare mezzi manichei è troppo semplicistico e non consente di agire in un mondo complesso».

Un altro deputato del partito del presidente, Jean-Baptiste Moreau, secondo quanto riferito da Le Journal du Dimanche, si è scagliato contro «una politica governata dalle emozioni. Non bisogna prendere decisioni in funzione degli appelli al panico di Greta Thunberg. Preferisco attenermi ai lavori degli scienziati». Come se le due cose fossero in conflitto l’una con l’altra.

A tali prese di posizione non sono mancate tuttavia numerose reazioni. Alcuni parlamentari di centrosinistra hanno puntato il dito contro la maggioranza di governo. Giudicando «incomprensibile» come essa possa votare per la ratifica del trattato CETA di libero-scambio tra l’Ue e il Canada, proprio nello stesso giorno in cui invita a parlare in Aula la giovane attivista.

La sinistra francese: i conservatori calano le maschere

Olivier Faure, segretario del Partito socialista (PS), ha commentato duramente la vicenda: «La soluzione non è di certo boicottare Greta. Questa ragazza ha avuto un ruolo straordinario nell’ottica di una presa di coscienza globale. Dobbiamo al contrario acclamarla e ammettere che non stiamo facendo abbastanza.


Allo stesso modo, la deputata (ex PS) Delphine Batho ha sottolineato parlando alla radio France Info come le parole dei colleghi di destra «rappresentino un chiarimento. Utile perché le maschere possano finalmente cadere e mostrare il loro climatoscetticismo».

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