Innovazione sociale, l’alleato per gestire l’eccesso di nozioni

I sistemi educativi faticano a fornire le informazioni necessarie a vivere in un mondo complesso. La tecnologia aiuta a colmare un gap pericoloso

Di Andrea Vecci
"Information overload" - opera di Dylan Roscover

Oggi quasi tutti i sistemi scolastici nel mondo impostano i loro programmi didattici sull’accumulo di nozioni. In passato, quando non c’erano radio, televisione, quotidiani o biblioteche, questa metodologia aveva un senso, poiché le informazioni erano scarse.

Gli imperi spagnolo, russo, indiano, ottomano e cinese praticavano pesanti censure su tutti i testi stampati nei loro territori, per controllare e selezionare solo un numero limitato di pubblicazioni. Nel XXI secolo siamo invece travolti da una smisurata quantità di informazioni, e nemmeno la censura riesce a limitarne il flusso.

Dal sovraccarico cognitivo ai video dei gatti

Grazie alla tecnologia digitale e alle reti, basta un clic per accedere ai resoconti più aggiornati sulla situazione geopolitica, sulle prospettive economiche o sui problemi ambientali, ma c’è anche una tale quantità di notizie contraddittorie che è difficile sapere a che cosa credere. La frustrazione di non riuscire a gestire il sovraccarico cognitivo e a comprendere la quantità di informazioni, porta con sé una difficoltà a concentrarsi, cedendo così il passo ai video divertenti di gatti, ai pettegolezzi sulle persone celebri o alla pornografia online.

Che cos’è l’information overloadIn un mondo del genere l’ultima cosa che può fare un insegnante è dare ai suoi allievi ulteriori informazioni. Ne hanno già troppe. Ciò che manca sono gli strumenti critici per interpretare le informazioni, per distinguere ciò che è importante da ciò che è irrilevante, e soprattutto per poter inquadrare tutte le informazioni in un più ampio scenario mondiale.

Il sistema formativo, fino ad oggi, si è adattato alle due fasi complementari della vita dell’uomo: un periodo di apprendimento seguito da un periodo di lavoro. Nella prima parte della vita si accumulano informazioni, si sviluppano abilità, si concepiscono visioni del mondo e si costruisce un’identità consolidata. E gli incrementi cognitivi si riducono con il crescere dell’età. Per le generazioni del XXI secolo sembrerebbe più difficile l’ottenimento di una stabilità socio-economica inserita in una concezione del lavoro, e del mondo, duraturi.

USA: il 40% degli universitari paga per colmare le lacune del liceo

Per questo, una strategia di adattamento alle metamorfosi e alle discontinuità che si osservano tra le generazioni può passare dal continuare a imparare e a reinventare sé stessi, partendo dalla giovinezza fino alla piena maturità.

Negli Stati Uniti il 40% degli studenti universitari segue almeno un corso di recupero all’anno, nel quale vengono spesi tempo e denaro ad imparare le nozioni o abilità che essi avrebbero dovuto già imparare durante la scuola superiore.

Questa spesa è pari a 1,5 miliardi di dollari l’anno: uno studente su quattro spende in media 3mila dollari in più per conseguire il medesimo titolo universitario rispetto ai compagni.

Gli stessi gap vengono rilevati nel mondo del lavoro: milioni di studenti in tutto il paese stanno lavorando duramente per superare gli esami scolastici ma si ritroveranno impreparati a vivere la vita che desiderano.

Il programma per creare empatia e resilienza

Move This World è nata per colmare questo divario incoraggiando le classi a rafforzare l’apprendimento emotivo sociale – Social Emotional Learning. Dopo diversi anni di ricerca in cinque diversi sistemi scolastici, rurali e urbani, pubblici e privati, Move This World ha sviluppato un metodo per creare empatia e resilienza, sviluppare le capacità di gestione emotiva e trasformare la cultura scolastica, attraverso semplici esercizi quotidiani.

Come funziona il programma Move This WorlMatch Maker è un esempio di esercizio di inizio giornata pensato per le scuole medie. Dalle ricerche svolte sul campo, gli studenti trascorrono più di 500 ore in compiti che non sono appropriati. Alla base di queste esperienze inadeguate ci sarebbero basse aspettative sia degli insegnati che degli studenti stessi. Il disallineamento aumenta tra gli studenti di colore, quelli provenienti da famiglie a basso reddito, tra gli studenti con disabilità lieve.

Le 4 “C” dell’esperienza formativa completa

Secondo Partnership for 21st Century Learning (P21), una coalizione tra diversi attori (imprese, scuole, università, ONG) che dal 2002 sta sviluppando una visione olistica dell’apprendimento, ogni studente, oltre a possedere una forte padronanza dei contenuti, deve sviluppare esperienze formative nelle “Quattro C”:

  • il pensiero critico,
  • la comunicazione,
  • la collaborazione
  • e la creatività.
Le competenze necessarie nel 21esimo secolo
Le competenze necessarie nel 21esimo secolo secondo la P21 Partnership

Il pensiero critico aumenta la capacità di analizzare, interpretare, valutare, prendere decisioni e risolvere problemi.
La comunicazione si riferisce alla capacità di ascolto verbale e non, unita all’abilità di condividere le proprie opinioni in modo chiaro agli altri.
La collaborazione sviluppa la capacità di lavorare con gli altri per raggiungere un obiettivo, assumendosi le proprie responsabilità.
La creatività include abilità come il brainstorming, l’essere sensibili alle idee degli altri e il trasformare le proprie idee in azioni concrete e utili.

Che cosa sono le 4C dell’istruzione modernaL’innovazione sociale può avere un ruolo importante nel ricombinare gli asset scolatici e rispondere alle domande centrali per il futuro delle nuove generazioni: quali abilità influenzeranno le pratiche di insegnamento e l’apprendimento degli studenti? In che modo la tecnologia gioca un ruolo nella costruzione di queste competenze? Se le prossime generazioni non avranno una visione sistemica del mondo complesso, sarà difficile gestire un’esistenza in continua e rapida trasformazione.

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