La Fondazione Culturale Responsabilità Etica all'assemblea degli azionisti di ENEL

La Fondazione Culturale Responsabilità Etica ha partecipato lo scorso 26 maggio, per il nono anno consecutivo, all’assemblea degli azionisti di Enel, colosso italiano dell’elettricità, è ...

Di Non con i miei soldi

La Fondazione Culturale Responsabilità Etica ha partecipato lo scorso 26 maggio, per il nono anno consecutivo, all’assemblea degli azionisti di Enel, colosso italiano dell’elettricità, è controllata al 23,6%% dal Ministero del Tesoro.
«Nel 2007 abbiamo comprato un numero simbolico di azioni Enel», spiega Andrea Baranes, presidente di Fcre, «Da allora interveniamo alle assemblee con il sostegno di organizzazioni come Re:Common e dei comitati locali contro le centrali elettriche. Facciamo domande sui rischi ambientali e sociali dell’attività dell’impresa e sulla sua presenza nei paradisi fiscali».
Quest’anno Fondazione Banca Etica, assieme a Re:Common e all’ong olandese PAX, ha evidenziato i rischi per i diritti umani collegati all’importazione di carbone dalla Colombia.
«In Italia Enel produce ancora quasi il 50% dell’energia bruciando carbone, la fonte fossile più sporca e uno dei maggiori responsabili del surriscaldamento del pianeta», continua Baranes. «Una parte del carbone viene importata dalla regione del “Cesar”, in Colombia, dove dal 1996 al 2006 i gruppi paramilitari hanno ucciso oltre 3.100 persone e si sarebbero verificate violazioni dei diritti umani collegate alle attività minerarie. Enel non ha ancora preso posizione sul problema, mentre altre compagnie come la danese Dong Energy o la svedese Vattenfall hanno sospeso le importazioni o hanno comunque richiesto a Drummond e Prodeco, le multinazionali che estraggono ed esportano il carbone dalla Colombia, di condannare pubblicamente le violazioni passate e di sostenere una procedura di riconciliazione con i familiari delle vittime».
Grazie a Fondazione Banca Etica, è intervenuto in assemblea anche Ferdinando Laghi (.pdf), primario dell’ospedale di Castrovillari (Cosenza) e vice-presidente nazionale dell’Associazione Medici per l’Ambiente ISDE-Italia. Il dott. Laghi criticherà l’inutilità e i danni all’ambiente arrecati dalla centrale a biomasse Enel del Mercure, all’interno del Parco Nazionale del Pollino. Una centrale che disperde il 75% dell’energia prodotta bruciando legname in gran parte importato e trasportato a destinazione da centinaia di camion che provocano un inquinamento atmosferico rilevante.
Prima dell’assemblea Fcre ha inviato circa 40 domande ad Enel (prima parte .pdf e seconda parte .pdf), in collaborazione con le associazioni Re:Common, PAX, il Forum “Stefano Gioia” contro la centrale del Mercure, WWF Italia e il Comitato “Spezia Via dal Carbone”.
Il testo dell’intervento della FCRE (.pdf)
In seguito all’assemblea, l’AD di Enel ha dichiarato che il gruppo potrebbe rinunciare alle forniture di carbone dalla Colombia che sono affidate alla compagnia americana Drummond. Inoltre, è stata annunciata la possibilità di chiudere la centrale del Mercure.
mercure
Restiamo ovviamente attenti e vigili per controllare che agli annunci seguano fatti.
Alle domande inviate da FCRE Enel ha risposto in forma scritta. Qui segnaliamo, in particolare, la risposta sul mix delle produzione energetica di Enel in Italia.
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Enel pone molto l’accento sulle rinnovabili. Ma in Italia produce il 52,5% dell’energia con il carbone! E il solare? 0,3%! E l’eolico? 1,6%! Numeri che Enel in bilancio diluisce con la produzione da rinnovabili a livello internazionale contribuendo a confezionare un gran numero di comunicati stampa che parlano di rinnovabili, anche se poi in Italia è il carbone che la fa da padrone. Informazioni che si possono avere solo se si è azionisti…
Foto: DemincobOpera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=31953639

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