La storia di Marco e Stefano

  Marco e Stefano sono due amici. Marco è un giocatore. Ha il vizio delle scommesse, dell’azzardo, non può farne a meno. E’ diventato un ...

Di Andrea Baranes


 
Marco e Stefano sono due amici. Marco è un giocatore. Ha il vizio delle scommesse, dell’azzardo, non può farne a meno. E’ diventato un giocatore professionista. Vive di quello. Scommette su tutto. Sui risultati delle partite, sulle corse, al casinò, su internet.
Stefano al contrario non gioca. Ha un lavoro, una famiglia numerosa, una vita tranquilla.
Per molti anni le cose a Marco vanno bene. E’ scaltro, vince spesso, quasi sempre. Inizia a contrarre debiti per potere giocare somme sempre più alte. Marco non si gioca solo i soldi suoi, ma anche quelli presi a prestito. Li prende in prestito da giocatori meno esperti e da piccoli risparmiatori. In cambio da loro il 4% netto. Solo finché vince. Per ogni euro di soldi suoi Marco inizia a prenderne in prestito 10, poi 20, poi 50. Si chiama leva finanziaria, e funziona. Marco vince, vince sempre di più. E più vince più si indebita, per continuare ad aumentare le scommesse e l’adrenalina. Non può farne a meno, non solo per vivere. Prima ancora, per lui è una droga. E i piccoli risparmiatori continuano a prestargli i soldi per giocare.
Ogni tanto si incontra con il suo amico. Stefano, con il suo lavoro tranquillo, la sua casetta, la sua famiglia. Che non può permettersi le auto veloci e il lusso sfrenato in cui vive Marco.
Un giorno aprono un nuovo casinò dove si può scommettere persino sul valore delle case e sulla possibilità che le persone che hanno un mutuo sulla casa non restituiscano il debito contratto.
Marco si lancia in questo nuovo gioco. Ma le cose vanno male. Inizia a perdere. Non solo i suoi soldi, ma anche quelli che ha preso a prestito per potere scommettere sempre di più. E più gioca più perde. Più perde più si indebita. Anche i piccoli risparmiatori che gli hanno prestato i soldi li perdono. In poco tempo Marco si trova nelle mani degli strozzini. E’ disperato.
Va da Stefano in lacrime. Stefano non ci pensa su due volte e si impegna ad aiutarlo e a coprire i debiti del suo amico. Vende la sua piccola utilitaria, si indebita con le banche e con il proprio datore di lavoro pur di salvare Marco. I debiti di Marco erano enormi per il povero Stefano, ma riesce a realizzare il gigantesco piano di salvataggio necessario per coprire le perdite e i debiti del suo amico. E non chiede nulla in cambio. Il salvataggio avviene senza condizioni, in nome della vecchia amicizia.
Appena risolti i problemi, Marco ricomincia a giocare. Come prima, più di prima. Scopre che può scommettere anche sui prezzi del cibo. Più le persone soffrono la fame più i prezzi salgono più lui guadagna. Ricomincia a indebitarsi per giocare somme sempre più alte, anche più alte di quelle che giocava prima di perdere tutto, prima di andare in crisi.
Ora questa crisi e i debiti di Marco sono passati a Stefano. Che si trova in pessime acque. Si è indebitato troppo per salvare il suo amico. E’ molto difficile per lui, con una famiglia, con il suo solo lavoro, ripagare questi debiti e i loro interessi.
E allora questa volta è Stefano ad andare da Marco per chiedere aiuto. Ma Marco non si fida. Con riluttanza accetta di fare un prestito a Stefano, ma chiede un interesse molto alto su questo prestito, anche se solo poco prima aveva ricevuto dallo stesso Stefano molti più soldi senza interessi e senza nessuna condizione.
Ora invece Marco fissa delle condizioni, e sono condizioni durissime, per prestare a Stefano i soldi necessari a coprire una parte dei debiti contratti da Stefano per salvare Marco dai suoi debiti di gioco.
Marco prima di prestare i soldi chiede di esaminare la dichiarazione dei redditi di Stefano e il suo conto in banca. Lo obbliga a tagliare le spese, a una vita di austerità. Niente cinema, niente cena in pizzeria con la famiglia. Niente vacanze, niente sport per i figli.
Ma non basta. Chiede a Stefano di firmare un’ipoteca sulla casa. Lo obbliga poi a cercare un secondo lavoro per essere certo che gli restituirà i soldi. Marco assume Stefano. In nero, per fargli le pulizie. Non lo pagherà. Lo stipendio sarà trattenuto per pagare il debito e i suoi interessi.
Ma a Marco non basta ancora. Vuole comprarsi una nuova auto di lusso, quelle che ha già non lo soddisfano. E ha bisogno di denaro per continuare a scommettere sempre più forte al casinò. Va da Stefano e gli chiede altri soldi. Lo minaccia, dicendogli che se non li trova lo licenzierà e non gli permetterà più di fargli fare le pulizie in cambio di una lenta restituzione del debito.
Stefano è costretto ad accettare. Ma non ha questi soldi. Non c’è problema, Marco ha degli amici che possono prestarglieli. Stefano si indebita anche con gli strozzini amici di Marco per comprare a Marco la nuova auto di lusso e per permettergli di continuare a giocare d’azzardo.
Ma Marco non si fida più. Stefano ora è ancora più indebitato, anche con persone pericolose. Dice a Stefano che occorre rinegoziare il loro debito e gli aumenta gli interessi.
Aumenta lo spread. Ora Stefano dovrà lavorare ancora di più e dovrà tagliare ancora più le spese. Non sono solo piani di austerità, ma vere e proprie misure lacrime e sangue. Tutto questo solo per mantenersi a galla, per ripagare unicamente gli interessi sul debito contratto con Marco. Il debito in sé, Stefano non riesce più a pagarlo.
Stefano si sta ammalando di lavoro. Non ce la fa più. Marco se ne accorge, e allora fa due cose. Prima di tutto cerca qualcuno su cui scaricare il debito che Stefano ha nei suoi confronti. Vende il suo credito ad altre persone. Sempre ai piccoli risparmiatori che non sanno in che condizioni si trovi Stefano. Vedono solo che sul debito contratto Stefano paga degli interessi molto alti. E si fanno convincere a comprarsi il credito di Marco. Si chiama cartolarizzazione. Da quel momento Stefano dovrà restituire a loro e non a Marco il proprio debito.
Seconda cosa. Appena ha rivenduto il proprio credito ai piccoli risparmiatori, Marco corre dal suo allibratore. Scommette che Stefano fallirà, che non riuscirà mai a ripagare il debito che adesso Stefano deve restituire ai risparmiatori che se lo sono accollato. Scommette sul fallimento di Stefano. Con questa scommessa l’allibratore in pratica si fa carico della possibilità che Stefano fallisca. In inglese si chiama credit default swap o CDS.
Poi Marco fa una terza cosa. Va da Stefano e lo licenzia. Non gli permetterà più di fargli fare le pulizie. Stefano è disperato, sta sempre peggio e ha sempre più debiti. In nome dell’antica amicizia, Marco si compra la casa di Stefano. Per un tozzo di pane, perché Stefano non ha più nulla, è coperto di debiti. Deve fare cassa e valorizzare il suo patrimonio. Appena comprata, Marco caccia Stefano e la sua famiglia di casa e la trasforma in una sala bingo.
Stefano si ritrova in mezzo a una strada, sempre più indebitato, ammalato per il troppo lavoro. Dichiara fallimento. I piccoli risparmiatori che avevano rilevato i suoi debiti si ritrovano con un palmo di naso. Hanno perso tutto. Un’altra volta. Marco guadagna dalla scommessa che aveva fatto sul fallimento di Stefano. I figli di Stefano vanno sotto casa di Marco a protestare. La polizia li arresta come pericolosi estremisti.
Poco dopo Stefano muore. I figli sono in prigione. Quel giorno Marco si è sentito molto triste. Il cavallo su cui aveva scommesso non ha vinto.

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