Ambiente

Marea nera, la Halliburton si dichiara colpevole di occultamento di prove

Secondo il dipartimento di Giustizia americano il colosso dei servizi petroliferi ha riconosciuto la propria colpevolezza, per aver distrutto due simulazioni informatiche dell'incidente avvenuto nell'aprile ...

Di Andrea Barolini


  Il gruppo americano specializzato nei servizi petroliferi Halliburton ha accettato di dichiararsi colpevole di aver distrutto una serie di prove relative all’inchiesta sull’incidente della piattaforma Deepwater Horizon, esplosa nel Golfo del Messico nell’aprile del 2010. Ad indicarlo sono state ieri le autorità degli Stati Uniti, attraverso il Dipartimento di Giustizia, che ha specificato come la vicenda sia legata alle inchieste interne portate avanti dal gruppo dopo il disastro (il peggiore della storia degli Usa da un punto di vista ambientale).

Per ben due volte alcuni specialisti della Halliburton – società che aveva una parte della struttura di estrazione del petrolio – avevano infatti realizzato delle simulazioni informatiche dell’incidente, nel maggio e nel giugno del 2010. In entrambi i casi, precisa il governo americano, tali prove sono state distrutte (e non sono mai state recuperate dagli inquirenti). 

Oltre a riconoscere la propria colpevolezza, la Halliburton si è impegnata a collaborare con la giustizia, a pagare una multa da 200 mila dollari e a versare 55 milioni ad una fondazione che si occupa di tutela della fauna marina. In cambio, al gruppo sarà assicurata la non perseguibilità penale. 


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