Panama papers: ecco come vip e potenti hanno nascosto miliardi nei paradisi fiscali

La più grande fuga di notizie nella storia della finanza mette in luce un gigantesco sistema di evasione nei paradisi fiscali.

Di Non con i miei soldi

La più grande fuga di notizie della storia della finanza mondiale. 11,5 milioni di file analizzati per oltre un anno da un team di giornalisti dell’International consortium of investigative journalists e pubblicati domenica 3 aprile portano alla luce un immenso sistema di società offshore gestito per oltre 40 anni dallo studio legale Mossack Fonseca, con base a Panama City e uffici in più di 35 paesi del mondo.

Nei documenti, ribattezzati Panama papers, si trovano riferimenti a più di 214.000 compagnie offshore connesse a persone in oltre 200 paesi e territori. Tra i nomi coinvolti molti leader politici (il primo ministro islandese e quello pakistano, il presidente ucraino e il re dell’Arabia Saudita, uomini vicini a Vladimir Putin e il padre di David Cameron), imprenditori, sportivi, personaggi del mondo dello spettacolo. Tra gli italiani sono usciti, finora, i nomi di Luca di Montezemolo, Giuseppe Donaldo Nicosia, imprenditore latitante, coinvolto in un’inchiesta per truffa con Marcello dell’Utri, il pilota Jarno Trulli, come riportato anche dall’Espresso, partner dell’inchiesta.


Nelle carte ricorrono i nomi di due grandi istituti di credito italiani: Unicredit e Ubi.

Ma chi sono le vittime della finanza offshore?

The Panama Papers: Victims of Offshore
«Dopo gli scandali Luxleaks e Swissleaks, l’inchiesta Panama Papers di ICIJ, che sta coinvolgendo trasversalmente nomi eccellenti del mondo della politica, bancario, finanziario, imprenditoriale, dello sport e dello spettacolo, getta nuova luce su subdole pratiche elusive e sulla pervasività degli abusi fiscali a livello globale e nel nostro Paese. – afferma la direttrice delle campagne di Oxfam Italia, Elisa Bacciotti – E il vero scandalo è che molti dei casi scoperti dall’ICIJ sono moralmente deplorevoli ma non illegali. In questo senso l’elusione fiscale è davvero spietata e dannosa. Colpisce trasversalmente i contribuenti onesti, crea svantaggi competitivi per le piccole e medie imprese nazionali e priva le casse degli Stati di risorse essenziali per l’erogazione di servizi di base per i cittadini. Per risanare la situazione i governi stanno al momento facendo però ancora troppo poco».

Per arginare il fenomeno elusivo, nell’ambito della campagna Sfida L’Ingiustizia Oxfam chiede perciò al Governo italiano e ai leader europei e mondiali di adottare con urgenza misure efficaci di giustizia fiscale. E lo sta facendo con un appello, cui hanno aderito in appena due mesi oltre 190 mila cittadini da tutto il mondo, attraverso la petizione Basta con i paradisi fiscali.

«Viviamo nell’epoca dell’abbondanza e al tempo stesso della grande disuguaglianza. – continua Bacciotti – Mentre i super-ricchi occultano risorse nei paradisi fiscali, potenti multinazionali trasferiscono artificialmente e esentasse gli utili prodotti altrove, verso paesi a fiscalità agevolata. I cittadini e i governi vengono così privati ogni anno di miliardi di dollari. Una situazione resa possibile dall’iniquità del sistema fiscale internazionale, dall’agguerrita concorrenza fiscale tra i Paesi e dall’opacità del sistema. Solo quando trapelano informazioni riservate grazie a gole profonde e al lavoro di giornalisti d’inchiesta, si fa temporaneamente luce sulle falle strutturali del sistema. Servono invece regole che garantiscano maggiore trasparenza: permettere, ad esempio, a tutti i cittadini l’accesso ad alcune informazioni societarie e fiscali è fondamentale per disincentivare pratiche elusive».

Tra le proprie richieste Oxfam pone infatti un forte accento sull’urgenza di introdurre misure di trasparenza finanziaria e fiscale chiedendo:

    – di istituire registri pubblici centralizzati dei beneficiari effettivi di beni e società, con l’obiettivo di ostacolare il trasferimento in forma anonima dei proventi dell’evasione ed elusione fiscale individuale
    – di introdurre l’obbligo di rendicontazione pubblica paese per paese per tutte le multinazionali, rendendo così visibile il livello effettivo di imposte versate nei diversi paesi in cui le corporation operano tramite proprie sussidiarie.

Il sito che raccoglie tutti i dati e le analisi dell’inchiesta Panama Papers.
La petizione di Oxfam.

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