Paradisi fiscali, appello di sindacati e Ong alla Francia

Un gruppo di rappresentanti della società civile, riuniti nella "Piattaforma Paradisi fiscali e giudiziari", ha chiesto al presidente francese Hollande di non attendere un accordo ...

Di Andrea Barolini


Un nutrito gruppo di sindacati ed Ong, riuniti sotto l’insegna della “Piattaforma Paradisi fiscali e giudiziari”, ha lanciato ieri un appello al presidente francese François Hollande, chiedendo di non attendere un accordo con i partner europei per introdurre nel diritto francese le misure annunciate contro i tax havens. «È troppo rischioso introdurre la questione nell’agenda dell’Ue, dal momento che alcuni dei Paesi membri sono essi stessi paradisi fiscali», hanno spiegato.

La questione è entrata sempre più nel vivo del dibattito politico transalpino dopo il caso legato all’ex ministro del Bilancio Jerome Cahuzac, che ha lasciato il governo dopo la scoperta di un suo conto in Svizzera, trasferito poi a Singapore. Dopo tale scandalo, Hollande ha annunciato una serie di nuove norme per combattere i paradisi fiscali: dal reporting Paese per Paese allo scambio automatico di informazioni, dall’introduzione di liste di Stati non cooperativi all’inasprimento delle pene.

Regole che Ong e sindacati chiedono di introdurre immediatamente, insistendo sulla necessità di includere tra i soggetti colpiti dalle sanzioni anche gli intermediari, nonché gli avvocati fiscalisti, i gestori di patrimoni, le società di servizi e le banche. Tra i firmatari dell’appello figurano le associazioni Les Amis de la Terre, Anticor, Attac France, CCFD, Terre Solidaire, Oxfam, Caritas, il Sindacato della Magistratura e le sigle CFDT, CGT, CRID.

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