Punire le vittime: guida all'Unione Europea e alla crisi per principianti

Dopo più di sei anni di crisi forse è normale non ricordarsi più delle sue origini. Del resto, è da un po’ che ci ripetono che la ...

Dopo più di sei anni di crisi forse è normale non ricordarsi più delle sue origini. Del resto, è da un po’ che ci ripetono che la colpa è della spesa pubblica troppo alta, degli sprechi, in alcuni casi dei “privilegi della politica”.
Corporate Europe Observatory, però, ci viene incontro con una “Guida all’Unione Europea e alla crisi per principianti” dall’eloquente titolo: «Punire le vittime».
Sì, perché la crisi che colpisce duramente il continente da più di cinque anni, con sempre più persone che perdono il lavoro e la casa, devono affidarsi a mense popolari e non possono più permettersi cure mediche, specialmente nei paesi del sud dell’Europa è iniziata come una crisi finanziaria nel 2008, causata dalla speculazione sconsiderata delle banche portando a una seconda crisi in Europa. Ma alla fine né le banche né gli speculatori sono stati costretti a pagare il conto. E’ passata l’idea che la crisi è dovuta alla sconsiderata spesa pubblica o alla pigrizia dei lavoratori dei paesi più gravemente colpiti. Così l’élite economica e politica europea ha prescritto una medicina che sarebbe stata molto amara per milioni di persone.
Il sapore di questo medicinale era chiaro fin dall’inizio: dure misure di austerità e politiche volte ad attaccare i diritti sociali, comprese le pensioni e le leggi sul lavoro in tutta Europa, perfettamente in linea con le politiche neoliberiste che tendono a servire gli interessi di aziende, finanza e élite.
Queste misure sono state imposte in due modi: in primo luogo attraverso la cosiddetta Troika – Commissione europea, Banca Centrale Europea e Fondo Monetario Internazionale – che finora ha imposto dure misure di austerità di stampo neoliberista in quattro paesi e, in secondo luogo, attraverso una serie di nuove misure comunitarie e le leggi introdotte sotto l’etichetta di “governance economica”, soprattutto negli ultimi tre anni.
I risultati erano prevedibili. Esperienze passate mostrano come misure di austerità possono portare a una crisi ancora più profonda. E infatti sembra non esserci fine ai problemi economici in numerosi Stati membri dell’Unione. La disoccupazione è alle stelle in molti paesi, in particolare tra i giovani, i servizi sociali si stanno deteriorando e la povertà e la disuguaglianza sono in aumento.
Nonostante questo, la Commissione europea e il Consiglio hanno in programma di sviluppare ulteriormente nuovi modi di consolidare le stesse politiche. Questo perché, fondamentalmente, grandi banche e multinazionali in Europa, che se la stanno cavando molto bene, sono stati autorizzati a definire l’agenda per la risposta dell’UE alla crisi.
La guida di Corporate Europe Observatory parte da tre domande: che cosa ha causato la crisi a cui le istituzioni europee hanno risposto con queste politiche neoliberiste? Che cosa è stato attuato finora? Quali nuove misure sono allo studio?
La guida, in inglese, è consultabile sul sito di Corporate Europe Observatory e scaricabile in pdf, completa di glossario delle parole chiave.