La Russia a un passo dal default

Effetto delle sanzioni e della situazione di incertezza. I creditori stranieri potrebbero essere rimborsati in rubli

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La guerra in Ucraina continua e Unicredit sembra intenzionata ad abbandonare il mercato russo. Il numero uno dell’istituto di credito milanese, Andrea Orcel, ha indicato che il gruppo sta realizzando un audit sulla situazione. E ha evocato, appunto, la possibilità di voltare le spalle a Mosca. Per ora, però, la banca continua a lavorare, con 4mila dipendenti in loco.

Intanto il petrolio continua il suo saliscendi. Il Wti americano ha perso oltre il 5% ed è sceso nuovamente al di sotto della barra dei 100 dollari. Oscillazioni che sono certamente provocate anche da chi specula sulla situazione per trarre vantaggio dalle variazioni di prezzo.

Una situazione globale che è, d’altra parte, molto incerta. Non a caso la Federal Reserve, che oggi dovrebbe annunciare un aumento dei propri tassi di riferimento, ha fatto sapere per bocca del suo presidente Jerome Powell, che lo farò in modo misurato e con flessibilità.

Gli occhi, intanto, sono puntati sul possibile default della Russia. Le tre principali agenzie di rating del mondo giudicano il debito pubblico di Mosca in categoria “C”, l’ultima prima di passare al fallimento. Oggi, 16 marzo, la Russia deve versare 117 milioni di dollari. Putin ha firmato un decreto che autorizza il rimborso in rubli dei creditori stranieri. Il che equivarrebbe ad un default.

Ma è stata davvero la guerra in Ucraina a far aumentare i prezzi del cibo? Il peso di Russia e Ucraina nel mercato mondiale dei cereali è noto. Ma un ruolo determinante nell’aumento dei prezzi lo starebbe giocando la speculazione finanziaria.

Intanto il Parlamento europeo procede nella riforma del reporting non finanziario. Martedì la commissione giuridica dell’Europarlamento ha adottato la propria posizione sulla proposta di direttiva. Se il testo non sarà oggetti di obiezioni prima del 23 marzo il Parlamento europeo e il Consiglio potranno avviare i negoziati. Che cos’è il reporting non finanziario e perché è importante lo abbiamo spiegato qui.