Se l’Italia si butta sul gas dell’Artico

La SACE, secondo l'ambasciatore italiano a Mosca, ha accordato una copertura per un finanziamento di Intesa Sanpaolo ad una società russa

© Leonid Ikan/iStockPhoto

Non solo Norvegia, Russia, Stati Uniti, Canada, ovvero nazioni che affacciano sull’Artico e da sempre sono particolarmente interessate al suo sfruttamento, soprattutto per quanto riguarda le fonti fossili. Anche l’Italia è implicata. A confermarlo è stato l’ambasciatore italiano in Russia Giorgio Starace, secondo quanto riferito dall’agenzia Reuters.

«L’agenzia italiana per il credito all’esportazione SACE – si legge nel lancio – ha confermato una copertura assicurativa per il finanziamento del progetto Arctic LNG-2 da parte di Intesa Sanpaolo». Si tratta di un grande sistema di liquefazione del gas naturale gestito dal colosso russo Novatek, diretto da Leonid Mikhelson.

D’altra parte, alla Cop26 di Glasgow il governo italiano ha assunto posizioni “prudenti” sulle fossili, a partire dalla scelta operata sulla Boga, l’Alleanza per l’uscita dal petrolio e dal gas. Il nostro Paese ha infatti tentennato fino all’ultimo secondo, per poi aderire unicamente con lo status di “friend”. In altre parole, l’Italia ha deciso di essere soltanto “amica” di quelli che vogliono abbandonare le fonti fossili. La scelta della SACE, confermata dal diplomatico italiano a Mosca, si inquadra perfettamente su tale linea.

La due diligence sarebbe già in atto

Secondo la Reuters, una due diligence è già in atto. D’altra parte, nello scorso mese di ottobre «Antonio Fallico, che dirige Banca Intesa in Russia, aveva affermato che l’istituto stava studiando l’affare, benché ancora non fossero state prese decisioni in merito». Ma di recente, prosegue l’agenzia, «il top management di Novatek si è recato a Roma per cercare supporto».

Simone Ogno, dell’associazione ReCommon, ha commentato sottolineando «l’incoerenza» del governo italiano: «Se il buongiorno si vede dal mattino, ora siamo sicuri che entro la fine del 2022 ci sarà una corsa al finanziamento pubblico di mega-progetti estrattivi come l’Arctic LNG-2, che consideriamo l’ennesimo attentato al clima del Pianeta».


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