Shell, mercoledì la sentenza per il disastro nel Delta del Niger

Il tribunale dell'Aia si pronuncerà dopodomani: una sentenza attesa in tutto il mondo, dal momento che potrebbe costituire un precedente fondamentale in materia di responsabilità ...

  Il tribunale dell’Aia si esprimerà dopodomani sulla storica disputa legale tra il colosso petrolifero Shell e quattro pescatori e contadini nigeriani, che accusano il gruppo anglo-olandese di aver inquinato i loro villaggi nel Delta del Niger. Si tratta di un giudizio che potrebbe stabilire un precedente fondamentale a livello internazionale in materia di responsabilità ambientale: i quattro che hanno denunciato la compagnia, non a caso, sono assistiti dalla sezione olandese dell’organizzazione non governativa francese Les Amis de la Terre, che punta ad ottenere una sentenza che possa fare giurisprudenza. 

I fatti risalgono al 2005. All’epoca si verificarono due fughe da un oleodotto, provocate secondo l’accusa da una serie di comportamenti negligenti da parte dei responsabili locali della Shell. La dispersione nell’ambiente di petrolio si tradusse in una catastrofe ambientale per le acque e per la terra del luogo, rendendo impossibile la pesca e le colture, pressoché le uniche fonti di sostentamento per buona parte della popolazione locale. Per questo i quattro nigeriani che si sono rivolti al tribunale olandese chiedono che la compagnia sia obbligata a bonificare l’area, ad adottare sistemi di controllo per identificare eventuali disfunzioni negli impianti, e ad risarcire i danni. 

Da parte sua, Shell assicura che i problemi registrati nel 2005 sono dovuti a sabotaggi degli oleodotti e a furti di petrolio, dichiara di aver già ripulito l’area e nega ogni addebito. Secondo l’associazione Les Amis de la Terre, al contrario, ancora oggi il tasso di inquinamento dell’area è due volte più alto di quello che si registra nel Golfo del Messico, dove a causa di un incidente alla piattaforma di British Petroleum, Deepwater Horizon, nel 2010 fu riversato in mare l’equivalente di 5 milioni di barili di petrolio.