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Swiss Leaks: catastrofici per le economie africane

Lo scandalo denominato “Swiss Leaks”, emerso grazie al lavoro dell’International Consortium of Investigative Journalists ha portato alla luce un sistema di evasione fiscale su ...

Lo scandalo denominato “Swiss Leaks”, emerso grazie al lavoro dell’International Consortium of Investigative Journalists ha portato alla luce un sistema di evasione fiscale su larga scala messo a punto dal ramo svizzero della banca britannica HSBC. Fra il 2006 e il 2007, 100.000 clienti e 20.000 aziende offshore hanno evaso oltre 180 miliardi di euro attraverso conti della HSBC.
Questa immensa frode, attivamente incoraggiata dalla banca, ha avuto effetti devastanti sui bilanci di paesi in via di sviluppo, in particolare in Africa.
Tra i clienti della banca risultati evasori fiscali ne figurano molti provenienti da 19 paesi africani, tra cui 1787 dal Sud Africa e 1068 dal Marocco e sono coinvolti clienti di altri tra i paesi più poveri come il Mali (68 clienti) e lo Zambia (69 clienti).
Anche se le somme in questione sono meno consistenti di quelle che riguardano paesi come la Svizzera o gli Stati Uniti, questo sistema di evasione ha sottratto capitali significativi a molti paesi africani. Secondo i dati raccolti dalla ong One, le perdite subite dalla Costa d’Avorio corrispondono allo 0,58% del PIL, cioè 169 milioni. Questa perdita di capitale equivale al 39% del bilancio sanitario nazionale, il 14% di quello per l’istruzione.
La situazione è simile in altri paesi in via di sviluppo, come il Senegal. Qui i documenti del “Swiss Leaks” evidenziano una perdita dello 0,9% del PIL, equivalente al 38% del bilancio sanitario e il 18% di quello per l’istruzione. La perdita per la Tanzania è stata dello 0,48% del PIL, 17% delle spese sanitarie e 10% di quelle per l’istruzione.
Ma le malefatte di HSBC non si riducono a quest’ultimo scandalo. Global Witness ci viene in soccorso con un utile elenco pro memoria:

  • Nel 2007 Global Witness ha rivelato il coinvolgimento della banca nella distruzione di foreste. HSBC violava le proprie linee guida ambientali combinando la quotazione di gigante del legname malese Samling, un’impresa nota per la distruzione delle foreste tropicali e l’abuso delle comunità locali.
  • Nel 2009 l’Undue Diligence report mise in evidenza come HSBC si nascondeva dietro al segreto bancario lussemburghese per impedire agli Stati Uniti di scoprire se i proventi del petrolio della Guinea Equatoriale erano stati saccheggiati e riciclati.
  • Nel 2010 Global Witness rivelò che HSBC era tra le banche che avevano preso milioni di sterline dai corrotti politici nigeriani. Un giudice dell’Alta Corte del Regno Unito appurò che alcuni dei pagamenti fatti attraverso un conto HSBC erano bustarelle, sollevando serie questioni sui controlli che la banca effettuava su queste transazioni.
  • Nel 2011 alcuni documenti pervenuti nelle mani di Global Witness dettagliavano gli investimenti nel mondo di 64 miliardi di dollari di fondi sovrani libici. Date le accuse di corruzione che circolavano sul fondo libico, Global Witness voleva sapere quello che la banca aveva fatto per impedire l’uso improprio di fondi statali.
  • Nel 2012, una collaborazione con Bill Oddie ha permesso di far emergere come HSBC aveva finanziato imprese forestali causando diffuse distruzioni ambientali e violazioni dei diritti umani in Sarawak, Malesia, violando le sue stesse politiche di sostenibilità per un guadagno di circa 130 milioni di dollari.

Fonti: EurActiv e Global Witness