Tobin Tax all'Ecofin: uno specchietto per le allodole

Sul sito della Campagna ZeroZeroCinque leggiamo: “Un primo vago accordo è stato oggi annunciato, all’Ecofin a Bruxelles, dai Ministri delle Finanze dei Paesi dell’UE ...

Di Ugo Biggeri

Sul sito della Campagna ZeroZeroCinque leggiamo: “Un primo vago accordo è stato oggi annunciato, all’Ecofin a Bruxelles, dai Ministri delle Finanze dei Paesi dell’UE aderenti alla procedura di cooperazione rafforzata per l’introduzione della Tassa europea sulle Transazioni Finanziarie (TTF). Un accordo politico privo però di sostanza per quel che riguarda l’ampiezza della base imponibile della tassa e la destinazione di spesa delle risorse che verranno raccolte da questa imposta. L’annuncio di oggi è ben lontano da ciò che ci si aspettava, ovvero un’ambiziosa TTF europea, con una base imponibile ampia e di difficile elusione, una misura fiscale che contrasti efficacemente le dinamiche speculative sui mercati finanziari continentali e che contribuisca a far pagare alla finanza il suo giusto contributo alla collettività”.
La Tobin Tax sta diventando uno specchietto per le allodole: poco prima delle elezioni europee si fa un annuncio che rimane assolutamente nel vago in cui sembra che la politica voglia finalmente attuare un rallentamento della finanza speculativa per troppo tempo rimandato.
Nel frattempo i giornali e le pagine economiche non perdono occasione per sottolineare come I cosiddetti volumi di affari dei mercati finanziari si siano drammaticamente ridotti per le forme embrionali di Tobin tax attuate da alcuni paesi. Un allarmismo gratuito, perché si invece di dire che si è ridotto il volume della speculazione si fa credere che la Tobin Tax riduca gli investimenti nell’economia reale.
Al di là degli annunci si continua a rimandare una definizione chiara del campo di applicazione della Tobin Tax e soprattutto il momento della sua vera e unitaria attuazione a livello europeo.
In questo scenario la finanza casinò non sta a dormire e continuiamo ad assistere allo sviluppo e proliferazione di strumenti finanziari complessi che, pur avendo la loro logica ed utilità teorica, nella modalità cui vengono usati sottraggono risorse all’economia reale: delle vere e proprie armi di distruzione di massa.
In queste ore Febea – la Federazione Europea delle Banche Etiche e Alternative riunisce 25 istituti finanziari orientati alla sostenibilità sociale e ambientale, attivi in 14 Paesi Europei – sta lanciando un appello per chiedere ai candiati alla Commissione Europea come intendono regolare il sistema finanziario che ha condotto l’Europa nell’attuale crisi economica. Lo promuoveremo anche come Banca Etica, perché è necessario porre il tema del controllo della Finanza al centro dell’agenda politica.
Segui la campagna 005 per una tassa sulle transazioni finanziarie e al servizio dei cittadini: www.zerozerocinque.it

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