Trump Accounts, il capitalismo che parte dalla culla
Mille dollari pubblici ai nati tra il 2025 e il 2028, investiti in Borsa. Senza progressività, i conti premiano chi può già versare di più
In breve
- I Trump Accounts sono conti d’investimento per minori previsti dalla legge di bilancio del 2025: il Tesoro versa mille dollari a chi nasce tra il 2025 e il 2028.
- Il denaro resta bloccato fino ai 18 anni in fondi che replicano indici azionari americani, mentre famiglie, aziende e donatori come Dell e Musk possono aggiungere contributi.
- A differenza dei baby bond progressisti da cui derivano, i conti danno la stessa cifra a ogni minore e spostano il rischio dallo Stato alle famiglie.
Il 7 ottobre il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha riunito nello Studio Ovale un gruppo di bambini. Ha consegnato a tutti i partecipanti una moneta placcata d’oro e annunciato l’apertura dei Trump Accounts, i conti d’investimento di Stato, o meglio del presidente. Il Tesoro ha attivato d’ufficio i conti per 60 milioni di minori.
Nella stanza c’erano anche Michael Dell, fondatore di Dell Technologies, e la moglie Susan. Hanno promesso 6,25 miliardi di dollari: 250 dollari a 25 milioni di bambini sotto i 10 anni. Susan Dell ha raccontato le lettere ricevute da genitori e figli. Trump le ha chiesto se pensasse a candidarsi e le ha dato il suo «totale e completo sostegno». La cerimonia si è chiusa con una foto di rito dove i minori, con cartelli scritti a mano, ringraziavano Trump per i nuovi conti.
Trump Accounts: come funzionano i conti d’investimento per minori
Al di là dell’immagine surreale della cerimonia, il cuore della proposta sono questi nuovi strumenti pensati esplicitamente per i nuovi americani. I Trump Accounts sono conti di investimento per i minori di 18 anni, previsti dalla legge di bilancio One Big Beautiful Bill, firmata il 4 luglio 2025. Funzionano come una Ira (Individual Retirement Account), il conto pensionistico individuale americano. Il Tesoro versa mille dollari ai nati dal 2025 al 2028, se un genitore li rivendica. Famiglie e aziende possono aggiungere fino a 5mila dollari l’anno. I conti sono attivi dal 4 luglio 2026. L’app è gestita da Bank of New York Mellon e da Robinhood, una piattaforma di trading.
Il denaro resta bloccato fino ai 18 anni e può andare solo in fondi comuni o in Etf, i fondi quotati in borsa che replicano un indice. Secondo la proposta di regolamento del Tesoro l’indice è l’S&P 500, oppure un altro composto quasi solo da società americane. Il fondo non può usare la leva, non può essere gestito attivamente, non può seguire indici di settore o neppure Esg (ambientali, sociali e di governance). I costi arrivano allo 0,1% l’anno. Finito il periodo di accumulo, che termina alla fine dell’anno in cui il titolare compie 17 anni, valgono in larga parte le regole dei conti pensionistici. Le azioni singole e le crypto non rientrano tra gli investimenti ammessi.
FestiValori 2026, sabato 14 novembre a Milano: Non aspettiamo la prossima estate. Il festival di Valori e Radio Popolare, ingresso libero. Scopri il programmaIl perimetro però non è così chiuso. Le nuove regole del Tesoro del 30 settembre consentono ai donatori di versare azioni singole, senza che le famiglie possano rifiutarle e, in genere, con il solo obbligo di mantenerle per cinque anni. Sulle crypto la legge tace. Ma il 6 luglio Trump, interrogato sul bitcoin nei conti, ha risposto che «qualcosa potrebbe succedere».
Il welfare americano e il rischio spostato sulle famiglie
Il sistema ha tre livelli. Il primo è la Social Security, la previdenza pubblica a ripartizione: i contributi di oggi pagano gli assegni di oggi. Il secondo è il 401(k), il piano aziendale a contribuzione definita: versano lavoratore e impresa, con sgravi fiscali, e la rendita dipende dai mercati. Nel 2026 il tetto di contributi annuali è 24.500 dollari. Il terzo sono le Ira individuali, con un massimo di 7.500 dollari di versamenti ammessi. I Trump Accounts ne sono la versione per i minori.
Per Jacob Hacker, politologo di Yale, l’impostazione generale è un progressivo risk shift: il rischio passa da Stato e imprese alle famiglie. E non è un caso che i Trump Accounts siano stati istituiti all’interno della stessa legge che ha tagliato Medicaid e i buoni alimentari, cioè le assicurazioni che i conti dovrebbero affiancare dal punto di vista del welfare. Il compito dello Stato è fornire la dote iniziale, poi ciascuna famiglia farà da sé. Non sussidi e servizi, ma un sostegno iniziale, nell’illusione che basti.
I baby bond, l’idea progressista da cui nascono i Trump Accounts, snaturata
Dare un capitale ai nuovi nati non è un’invenzione americana. Il Regno Unito aveva il Child Trust Fund, con più soldi pubblici ai più poveri: fu abolito per i nati dal 2011. La Germania ha approvato il 16 ottobre la Frühstart-Rente: dal 2027 lo Stato versa 10 euro al mese per ogni bambino dai sei ai 18 anni, 1.440 euro in tutto, a prescindere dal reddito. In Italia il Forum Disuguaglianze Diversità propose nel 2019 un’eredità universale di 15mila euro ai diciottenni, finanziata in parte da una tassa su successioni e donazioni oltre i 500mila euro: la chiave per la progressività, come abbiamo raccontato anche nel nostro dossier sui grandi patrimoni).
Negli Stati Uniti, l’idea di un versamento pubblico alla nascita vede la luce con un’impronta progressista. Nel 2010 gli economisti Darrick Hamilton e William Darity proposero i baby bond, per rompere la trasmissione della povertà tra generazioni. Più poveri i genitori, più ricco il conto di supporto. Nel loro disegno i bambini più poveri dovevano partire con 50-60mila dollari.
Il senatore democratico Cory Booker trasformò l’idea in un disegno di legge: mille dollari alla nascita per tutti, fino a 2mila l’anno secondo il reddito, finanziati con più tasse su successioni ed eredità. I Trump Accounts nascono altrove: da un disegno del senatore repubblicano Ted Cruz, l’Invest America Act, poi diventato un marchio.
Rispetto alla proposta democratica di Booker mancano due cose: la progressività e il prelievo sui grandi patrimoni. Il contributo pubblico è uguale per tutti, anche per il figlio di un miliardario. Hamilton riconosce però che senza i baby bond i Trump Accounts forse non esisterebbero, anche se ne sono una deviazione, e ormai vi somigliano molto poco.
Il GI Bill e le disuguaglianze nei programmi universali
Scott Bessent, segretario al Tesoro, ha definito i nuovi conti «il beneficio più importante per i giovani dai tempi del GI Bill». Il paragone è tornato in un’intervista ad Axios di inizio ottobre. Il GI Bill è la legge del 1944 che pagò studi e mutui ai reduci della Seconda guerra mondiale, ed è il mito fondativo del ceto medio americano.
Il confronto regge però fino a un certo punto. Il GI Bill era un trasferimento pubblico, finanziato dallo Stato, non un conto da riempire con risorse private. E non fu neutrale: per la discriminazione di governi locali, banche e università, i benefici non andarono alle persone afroamericane come a quelle bianche. Un fenomeno non nuovo, e studiato lungamente. Lo storico Ira Katznelson ha parlato di «affirmative action for whites». Un programma uguale per tutti sulla carta può riprodurre le disuguaglianze nell’applicazione, se non riconosce dei principi di equità, che tengano conto delle condizioni di partenza di ciascuno.
Un rischio che, se valeva per il New Deal o per gli anni del sogno americano, vale ancora di più oggi, in cui l’America è in crisi. Per l’economista Hamilton i conti sovvenzionano la trasmissione di ricchezza di chi già ne ha. L’American Prospect ricorda che le famiglie nere hanno 13 centesimi di ricchezza per ogni dollaro di quelle bianche, mentre il programma tratta tutti i bambini come ugualmente capaci di accumulare. Latoya B. Parker e Dedrick Asante-Muhammad, del Joint center for political and economic studies, notano in un intervento ripreso dal Center for economic and policy research (Cepr) che lo stesso modesto assegno da mille dollari «potenzia» i vantaggi delle famiglie che possono versare migliaia di dollari in più ogni anno.
Le azioni SpaceX promesse da Musk a ogni minore americano
Ma il mix tra presidente benefattore e miliardari filantropi non è ancora finito. Il 19 ottobre Elon Musk, fondatore di SpaceX, ha annunciato che nel 2027 regalerà un’azione SpaceX a «ogni bambino d’America». Sarà «la prima di molte». Ai prezzi attuali, si tratta di 146 dollari, e con circa 73 milioni di minorenni, sono oltre 10 miliardi di dollari. Trump ha ringraziato su Truth Social: è «esattamente ciò che avevamo immaginato». Le azioni di Musk passeranno, ovviamente, dai Trump Accounts.
La mossa di Musk non è un mero atto di beneficenza, ma rappresenta un investimento strategico sul futuro. Che altri potranno seguire, a partire dalle grandi aziende dell’IA, ad esempio. Ann Lipton, docente di diritto all’Università del Colorado Boulder, ha notato che, potenzialmente, nel futuro, milioni di piccoli azionisti vincolati avrebbero interesse a ridurre gli oneri regolatori delle società di cui detengono azioni. L’annuncio arriva a due settimane dalle elezioni di metà mandato, in vista delle quali Musk ha versato oltre 276 milioni di dollari a gruppi repubblicani.
«Farò di ogni bambino un capitalista»
Trump ha detto di voler fare di ogni bambino un capitalista. I conti non offrono capitale garantito: sono un piano di accumulo su indici azionari americani, un «capitalismo patriottico» in cui il bambino investe nella crescita del proprio Paese e il rischio resta alla famiglia. È una grammatica che viene anche dalla Silicon Valley. Nel 1995 Richard Barbrook e Andy Cameron la chiamarono «ideologia californiana», con una sorta di venerazione della tecnologia, dell’individualismo e un’ostilità allo Stato come corollario. Nel 2023 Marc Andreessen, cofondatore del fondo Andreessen Horowitz, la mise nel suo manifesto tecno-ottimista: i mercati sono «un modo intrinsecamente individualistico per ottenere risultati collettivi superiori», e tra i nemici ci sono «statalismo» e «collettivismo».
Vlad Tenev, amministratore delegato di Robinhood, la piattaforma di trading che gestisce i Trump Accounts, ha dichiarato che i conti sono «buoni per l’individuo e buoni per la società». E nel luglio 2025 Scott Bessent affermò che i conti potevano essere una «porta di servizio per privatizzare la Social Security». Sui social la stessa idea ha un’estetica, la «libertà finanziaria»: se il pubblico non costruisce più le condizioni per stare meglio, la strada è individuale, fino al ritiro anticipato dal lavoro. I Trump Accounts, questa prospettiva, la propongono sin all’infanzia.



Nessun commento finora.