ValoriBet, le peggiori scommesse sulla Coppa del Mondo 2026: Curaçao – Costa d’Avorio

Per ValoriBet vince il paradiso fiscale olandese di Curaçao contro la Costa d'Avorio dalla transizione democratica incompiuta. Risultato esatto: 3-1

Benvenuti su ValoriBet la piattaforma di Valori che offre consigli per le scommesse sulla Coppa del Mondo 2026. Perché se il calcio della Fifa di Gianni Infantino è un dispositivo di potere che si configura nel disprezzo dei diritti umani, allora tanto vale giocare ad armi pari. Quelle della speculazione dei mercati finanziari, che non sono altro che enormi piattaforme per scommesse. Solo che, anche in questo caso, lo facciamo a modo nostro. Quello che vi offriamo infatti sono i risultati esatti delle partite. Ma non ci basiamo su parametri calcistici, bensì sugli indicatori economici, sociali e politici dei Paesi che prendono parte al Mondiale. E peggio sono messi più punti assegniamo loro per segnare un gol. Insomma, se questo è il calcio, vinca il peggiore.

Squadra simpatia della Coppa del Mondo 2026 insieme a Capo Verde, dopo averci illuso per pochi minuti sul 1-1 con la Germania (poi è crollata 7-1) Curaçao ha realizzato il suo capolavoro con l’Ecuador. Pareggio per 0-0 e primo punto ai Mondiali grazie alle quindici (15!) parate del suo portiere Eloy Room. E così con l’Ecuador fuori dai giochi, strada spianata per la Costa d’Avorio. Nonostante la sconfitta (immeritata) contro la Germania nella seconda partita, la squadra di Faé può superare facilmente, per la prima volta nella sua storia, la fase a gironi della competizione. E magari sperare di andare oltre grazie soprattutto alla solidità difensiva (zero gol subiti nelle qualificazioni) di Ndicka e Kossonou, protetti da Sangaré e Kessie. In attacco spazio alla fantasia di Diallo e Diomandé.

Le scommesse di ValoriBet sulla Coppa del Mondo 2026: Curaçao – Costa d’Avorio risultato esatto 3-1

Non è tutto oro quel che luccica per Curaçao però. Piccola isola di fronte al Venezuela, a lungo snodo fondamentale per la tratta degli schiavi, l’ex colonia olandese è ancora oggi una nazione costitutiva del Regno dei Paesi Bassi. Questo spiega come mai tutti i giocatori convocati sono nati oltreoceano, e perché dopo il pareggio con l’Ecuador a festeggiare negli spogliatori si sono presentati i reali olandesi: una scena veramente odiosa di soft power coloniale. Inoltre la dipendenza dal Regno, che decide sulle materie economiche e militari dell’isola, rende Curaçao uno dei paradisi fiscali più appetibili del mondo. E così ecco il gol del vantaggio al termine di un’azione insistita tra società di shipping, holding e strutture offshore di tax planning ereditate dal regime delle Antille Olandesi smantellato nel 2010. Curaçao e Costa d’Avorio vanno al riposo sul 1-0.

Nella ripresa la Costa d’Avorio si sveglia grazie al traballante sistema politico ereditato dalla guerra civile: istituzioni fragili, transizione democratica non compiuta, sistema elettorale che esclude le opposizioni. E arriva il gol del pareggio grazie alla posizione centocinque nel Democracy index 2024, al sessantaquattresimo posto nel Press freedom index di Reporters Sans Frontières, e al rating 3 su 5 nell’indice Ituc. Palla al centro e Curaçao passa nuovamente in vantaggio dopo pochi minuti. La colonia olandese infatti non appare in quanto tale in nessuna delle classifiche internazionali sui diritti civili, sui diritti del lavoro, sulla libertà di stampa. Ma la carenza di dati è in sé un dato politico: non si misura ciò di cui non si vuole rispondere. E così nel finale Curaçao dilaga, grazie alla produzione di 14,66 tonnellate di CO2 pro capite. Quarto valore Mondiale dopo Qatar, Arabia Saudita e Canada.  Più della Germania o della Cina, per capirci.

Risultato finale esatto: Curaçao – Costa d’Avorio 3-1.

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