ValoriBet, le peggiori scommesse sulla Coppa del Mondo 2026: Norvegia – Francia
Norvegia-Francia ai Mondiali 2026: per ValoriBet pareggiano la transizione solo esportata di Oslo e il debito di Parigi, primati opposti
Benvenuti su ValoriBet la piattaforma di Valori che offre consigli per le scommesse sulla Coppa del Mondo 2026. Perché se il calcio della Fifa di Gianni Infantino è un dispositivo di potere che si configura nel disprezzo dei diritti umani, allora tanto vale giocare ad armi pari. Quelle della speculazione dei mercati finanziari, che non sono altro che enormi piattaforme per scommesse. Solo che, anche in questo caso, lo facciamo a modo nostro. Quello che vi offriamo infatti sono i risultati esatti delle partite. Ma non ci basiamo su parametri calcistici, bensì sugli indicatori economici, sociali e politici dei Paesi che prendono parte al Mondiale. E peggio sono messi più punti assegniamo loro per segnare un gol. Insomma, se questo è il calcio, vinca il peggiore.
Sfida al vertice. Norvegia e Francia sono due (delle poche) squadre a punteggio pieno, e stasera alle ore 21 si giocano il primo posto nel Gruppo I. Haaland e Mbappé sono vice capocannonieri a quota 4 gol a testa, dietro solo al re Messi a cinque. Oltretutto Mbappé, già 16 gol complessivi nella competizione, è a un passo dal solito Messi che guida anche questa classifica con 18. Non dovesse superarlo quest’anno, a 27 anni ha tutto il tempo davanti per diventare il miglior marcatore di sempre ai Mondiali. Insomma, tutto promette spettacolo nella sfida tra una Francia favorita per il titolo finale (nonostante l’assenza del tecnico Deschamps, rientrato in patria per un lutto, in campo vanno comunque i vari Mbappé, Dembélé, Olise, Doué, Cherki e Barcola, titolari in qualsiasi altra squadra) e una Norvegia favorita per il titolo di sorpresa della competizione.
Le scommesse di ValoriBet sulla Coppa del Mondo 2026: Norvegia – Francia risultato esatto 2-2
È la Francia ad aprire le danze in materia economico-finanziaria. Trentaduesimo posto nel Corporate tax haven index (dove la Norvegia nemmeno appare), secondo il Fondo monetario internazionale nel 2026 la Francia ha un debito pubblico al 116,3% del Pil. Il quarto più alto del Mondiale dopo Giappone, Bahrain e Stati Uniti. Mentre la Norvegia si ferma al 42,7% del Pil, fra i più bassi del torneo. Ma il vantaggio francese dura poco. Il gigantesco fondo sovrano norvegese (l’ex-fondo petrolifero) gestisce 1.700 miliardi di dollari di asset finanziari: l’1,5% di tutte le azioni quotate al mondo. E nonostante si venda come il più sostenibile del Pianeta, in realtà ha deciso di adeguarsi alla nouvelle vague suprematista e di sospendere le regole etiche sugli investimenti.
Il raddoppio della Norvegia arriva sui temi ambientali. Da una parte numeri record come il 98,4% di rinnovabili nel mix elettrico e il primo posto al mondo nell’indice Nd-Gain di vulnerabilità climatica. Dall’altra 7,86 tonnellate di emissioni di CO2 pro capite (contro le 4,25 della Francia) e soprattutto la posizione di primo esportatore di gas e petrolio d’Europa. La transizione energetica è quindi possibile perché la Norvegia vende gli idrocarburi che estrae e investe i proventi nell’elettrico interno. Una transizione solo esportata, e non certo realizzata. Il pareggio della Francia arriva però sul tema dei diritti. Con tutte le critiche possibili al sistema coloniale interno ed esterno, la Francia non è affatto messa male negli standard sociali. Ma la Norvegia è prima al mondo pressoché ovunque, dal Democracy index al Press freedom index, dal rating Ituc al coefficiente di Gini. Pareggio giusto.
Risultato finale: Norvegia – Francia 2-2




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