We are the 99%

Energia, trasporti, riscaldamento globale. E gli intrecci con la finanza. Ogni settimana il punto sui cambiamenti climatici firmato da Andrea Barolini

Ricordate il movimento Occupy Wall Street, che nel 2011 utilizzava lo slogan «We are the 99%» («Noi siamo il 99%»), in contrapposizione all’1% più ricco e potente del Pianeta? Ecco, mettetevi l’anima in pace perché in un decennio non è cambiato niente. Lo ha dimostrato un rapporto dell’associazione Oxfam pubblicato a gennaio scorso, nel quale si sottolineava che quell’1% detiene più del doppio della ricchezza posseduta da 6,9 miliardi di persone “normali” o povere sulla Terra. Sei-virgola-nove-miliardi (forse così rende meglio).

La stessa Oxfam, in un rapporto dello scorso mese di settembre, ha spiegato che, nel periodo che va dal 1990 al 2015, l’1% più ricco della popolazione mondiale ha emesso il doppio della CO2 attribuibile al 50% più povero. Da ultimo, uno studio pubblicato alla fine di novembre dall’associazione Global Environmental Change ha rivelato che l’1% della popolazione mondiale è responsabile di oltre la metà delle emissioni complessive del settore aeronautico. È infatti 40 volte più probabile che un ricco salga su un aereo rispetto ad un povero. Così, un americano passa per un check-in 50 volte più spesso rispetto ad un africano. E un europeo lo fa cinque volte più di frequente rispetto ad un asiatico. Se servisse un altro dato, si rifletta sul fatto che l’89% degli abitanti della Terra non è mai salito su un aereo. Mai.

L’1%. L’1% della popolazione mondiale continua a decidere le nostre sorti. Trattenendo una ricchezza spropositata, imponendo costi ambientali e climatici insostenibili, continuando ad allargare il fossato delle diseguaglianze. E la politica ancora discute se sia giusto o meno tassare fortemente gli individui e le aziende più ricchi. Se sia giusto o meno introdurre una tassa sulle transazioni finanziarie per drenare una piccola quota di denaro dalle decine di migliaia di miliardi di dollari che viaggiano tra banche e fondi d’investimento (spesso solo a scopo speculativo). Se sia giusto o meno effettuare una grande opera di redistribuzione, dei redditi e dei patrimoni. Mentre governi e Parlamenti tentennano, l’1% inquina e se la spassa.

P.S. Ricordatevi che deputati e senatori li scegliamo noi.