ValoriBet, le peggiori scommesse sulla Coppa del Mondo 2026: Inghilterra – Argentina

Tra Inghilterra e Argentina il conflitto Falkland/Malvinas incide ancora sugli attuali indici economici, sociali, etici e ambientali

Benvenuti su ValoriBet la piattaforma di Valori che offre consigli per le scommesse sulla Coppa del Mondo 2026. Perché se il calcio della Fifa di Gianni Infantino è un dispositivo di potere che si configura nel disprezzo dei diritti umani, allora tanto vale giocare ad armi pari. Quelle della speculazione dei mercati finanziari, che non sono altro che enormi piattaforme per scommesse. Solo che, anche in questo caso, lo facciamo a modo nostro. Quello che vi offriamo infatti sono i risultati esatti delle partite. Ma non ci basiamo su parametri calcistici, bensì sugli indicatori economici, sociali e politici dei Paesi che prendono parte al Mondiale. E peggio sono messi più punti assegniamo loro per segnare un gol. Insomma, se questo è il calcio, vinca il peggiore.

Quando si sfidano Inghilterra e Argentina si vorrebbe parlare solo di calcio, ma non si può. Perché a partire dalla guerra per le Falkland/Malvinas è da quasi mezzo secolo che i due Paesi strumentalizzano una sfida che dimostra in maniera ineluttabile come calcio e politica non sono mai stati separabili. Una tesi che tra l’altro ValoriBet sposa in pieno. Senza dimenticarsi dei protagonisti in campo però. Da una parte Bellingham e Kane (6 gol e 1 assist a testa) sono l’immagine di un’Inghilterra che soffre, forse troppo, ma alla fine vince grazie al talento. Dall’altra l’eterno e meraviglioso Messi (8 gol e 2 assist) è invece suo malgrado il simbolo di un’Argentina che è andata avanti solo grazie a un calendario facile e a tanti, davvero troppi, aiuti arbitrali. Un vero peccato. Ma stasera si azzera tutto. Tranne le ferite per il conflitto Falkland/Malvinas, ça va sans dire.

Le scommesse di ValoriBet sulla Coppa del Mondo 2026: Inghilterra – Argentina risultato esatto 3-1

Per la sfida tra Inghilterra e Argentina non si può che partire dalla guerra per le Falkland/Malvinas. O ancora meglio da ciò che l’ha preceduta. Quando nel 1976 avviene il colpo di stato militare orchestrato a Washington, il governo laburista di James Callaghan e poi il primo governo Thatcher lo considerano un ottimo segno. La dittatura militare in Argentina per loro è un eccellente baluardo anti-comunista in America Latina. E così tra il 1976 al 1982 la responsabilità delle decine di migliaia di ragazze e ragazzi torturati, violentati, uccisi e poi fatti sparire, dalla junta militar sono responsabilità anche della vendita di armi dall’Inghilterra all’Argentina. Poi il 2 aprile 1982, quando Galtieri decide di invadere le Falkland/Malvinas, tutto si interrompe. E la Thatcher dichiara guerra all’ex alleato.

Oggi che i contractor britannici mantengono una costante presenza militare intorno alle isole, e la Mount Pleasant Air Base è la più remota installazione militare permanente dell’aviazione, la vendita di armi non si è esaurita: solo che i nuovi mercati sono nei Paesi del Golfo. Nuove guerre e nuove opportunità per l’Inghilterra, che chiude il primo tempo in vantaggio 2-0. E nella ripresa chiude il match. Anche la questione ambientale non può infatti prescindere dal conflitto tra Inghilterra e Argentina sulle Falkland/Malvinas se pensiamo a tutti i progetti estrattivi dei colossi degli idrocarburi britannici nelle acque contese. Per non parlare dei progetti estrattivi a terra attraverso la multinazionale mineraria Rio Tinto, impegnata nella guerra del litio. Nuovi conflitti che proseguono con alti mezzi le vecchie guerre e portano l’Inghilterra al 3-0 sull’Argentina.

Ma l’Argentina di Milei non ci sta a farsi parlare dietro. Vuole dimostrare che la sua dittatura non ha nulla da invidiare a quella della giunta militare che ha insanguinato il Paese mezzo secolo fa. E così racconta che mentre l’Inghilterra è migliorata nei diritti del lavoro salendo al rating 3 dell’Ituc Global Rights Index, l’Argentina è scesa al 4. Come è precipitata all’ottantasettesimo posto nel Press freedom index (caduta di quarantasette posizioni in due anni). E al cinquantaquattresimo posto nel Democracy Index. Insomma quanto basta per segnare il gol della bandiera. Anche se tra Inghilterra e Argentina appena si nomina la bandiera la memoria torna alle Falkland/Malvinas. E tutto ricomincia da capo.

Risultato finale esatto: Inghilterra – Argentina 3-1

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