ValoriBet, le peggiori scommesse sulla Coppa del Mondo 2026: Spagna – Belgio
Per il pronostico di ValoriBet Spagna e Belgio si annullano a vicenda nei quarti del mondiale, ma ai rigori l'impatto ambientale diventa decisivo
Benvenuti su ValoriBet la piattaforma di Valori che offre consigli per le scommesse sulla Coppa del Mondo 2026. Perché se il calcio della Fifa di Gianni Infantino è un dispositivo di potere che si configura nel disprezzo dei diritti umani, allora tanto vale giocare ad armi pari. Quelle della speculazione dei mercati finanziari, che non sono altro che enormi piattaforme per scommesse. Solo che, anche in questo caso, lo facciamo a modo nostro. Quello che vi offriamo infatti sono i risultati esatti delle partite. Ma non ci basiamo su parametri calcistici, bensì sugli indicatori economici, sociali e politici dei Paesi che prendono parte al Mondiale. E peggio sono messi più punti assegniamo loro per segnare un gol. Insomma, se questo è il calcio, vinca il peggiore.
Quarto di finale in rosso questa sera. Da una parte le furie rosse della Spagna, dall’altra i diavoli rossi del Belgio. La Spagna era data tra le favorite inziali del torneo, ma non ha mai impressionato. Eppure il suo score è pazzesco: quattro vittorie su cinque partite, nove gol segnati e zero gol subiti. Questo può significare due cose. La prima è che la squadra di Rodri, Perdi e Yamal sia destinata sgonfiarsi davanti alla prima difficoltà. L’altra è che invece se ha fatto così bene giocando sottotono non appena ingrana non ce ne sarà più per nessuno. Il Belgio invece, finita l’era della generazione d’oro, era partito in sordina. Ma un facile girone di qualificazione, un’immeritata vittoria con il Senegal e un meritatissimo trionfo sugli Stati Uniti lo hanno catapultato fino ai quarti. Ora la sfida è aperta, anche se sul campo la Spagna parte con tutti i favori del pronostico.
Le scommesse di ValoriBet sulla Coppa del Mondo 2026: Spagna – Belgio risultato esatto 0-0 (1-4 d.c.r)
Le palla staziona a centrocampo, le furie rosse e i diavoli rossi si annullano a vicenda. Il Belgio prova a farsi avanti forte del suo essere un noto paradiso fiscale, ma in realtà il suo trentatreesimo posto nel Corporate Tax Haven Index è davvero poca cosa per passare in vantaggio davanti al trentottesimo posto della Spagna. Le squadre si equivalgono da ogni punto di vista. Dal debito pubblico simile, in Belgio al 106,4% del Pil e in Spagna 100,6% alla spesa militare pressoché identica all’1.3% del Pil.
Lo stallo è totale. Non solo per i parametri economico-finanziarii, ma anche dal punto di vista sociale e dei diritti. Basti pensare al leggero vantaggio del Belgio nel Coefficiente di Gini (33 per la Spagna e 28 per il Belgio) e nel Press Freedom Index (dove la Spagna è ventitreesima e il Belgio diciottesimo), bilanciato però dal Democracy Index, dove la Spagna è al ventunesimo posto con 8,13 e il Belgio al trentaquattresimo (democrazia imperfetta) con 7,64. Anche nel secondo tempo nessuno riesce a segnare, e si va ai tempi supplementari, dove lo zero e zero resiste senza grandi scossoni. Ai rigori però passa il Belgio.
Dal punto di vista ambientale non c’è davvero confronto. A partire dalle 4,78 tonnellate di CO2 pro capite emesse in Spagna contro le 7,18 in Belgio. Per proseguire con le rinnovabili nel mix elettrico: Belgio 45,5% e Spagna 56,7%. E per concludersi con il Climate change performance index 2026 di Germanwatch dove la Spagna è al quattordicesimo posto (uno dei migliori del Mondiale) e il Belgio al trentasettesimo. Se a Bruxelles l’uscita dal nucleare procede in maniera lenta, la Spagna di Pedro Sánchez ha portato a regime il decreto sulla chiusura delle centrali a carbone, triplicato la capacità fotovoltaica e incassato il rapporto dell’Agenzia internazionale dell’energia del 2025 che la indica come il Paese Ocse più virtuoso nella decarbonizzazione.
Risultato finale esatto: Spagna – Belgio 0-0 (1-4 d.c.r)




Nessun commento finora.