«Affitto garantito», il III Municipio di Roma scommette su un fondo per chi cerca casa

Un fondo di 50mila euro per chi lavora ma non ha garanzie: l’Agenzia per il diritto all’abitare del III Municipio apre una nuova ...

L'assemblea sull'abitare nel III Municipio di Roma © Nonna Roma

Ovunque i fondi immobiliari si stanno mangiando le città. Dall’Italia alla Spagna, dalla Francia a Gaza, dove il Board of Peace non è altro che un’immensa operazione di speculazione edilizia sulle macerie della guerra e dello sterminio. Con la fine del welfare e la finanziarizzazione dell’economia il problema dell’abitare è oramai universale. La casa dovrebbe essere un diritto, e invece si è trasformata in un miraggio. Per questo le risposte devono essere molteplici: dentro e fuori le istituzioni, dall’alto e dal basso. In questo contesto, in questa lotta, si inseriscono le proposte di Ada (Agenzia per il diritto all’abitare) del III Municipio di Roma, che con oltre 200mila abitanti è grande come Padova o Trieste.

Da due anni Ada porta avanti un lavoro territoriale di orientamento, accompagnamento e supporto attivo alle persone che vivono situazioni di difficoltà economica e sociale nell’ambito abitativo. Lo fa attraverso sportelli sociali, consulenze e percorsi di sostegno, contribuendo a costruire risposte concrete alle difficoltà di accesso alla casa. Giovedì 15 ottobre l’Agenzia per il diritto all’abitare è entrata in una nuova fase. Con il sostegno del III Municipio, dei sindacati, di Nonna Roma e con il supporto della Fondazione Charlemagne parte infatti il piano “affitto garantito”: un fondo di garanzia per chi vuole stipulare un contratto di affitto.

Fondo di garanzia, a Roma lo stipendio non basta per l’affitto

«Ada è una delle prime esperienze che prova a dare una risposta concreta all’emergenza dell’abitare e al problema degli sfratti. Oggi il dramma abitativo non riguarda solo le persone sotto la soglia di povertà assoluta, ma riguarda una composizione sociale più ampia. Le famiglie, i giovani, persone che hanno uno stipendio normale ma che in una città come Roma non riescono più a permettersi l’affitto. Non riescono perché i prezzi sono alti. Ma non riescono anche perché non hanno garanzie adeguate. Per questo uno degli strumenti che inauguriamo oggi è proprio il fondo di garanzia», ci dice Alberto Campailla, presidente di Nonna Roma.

L’aumento dei canoni, la scarsità di abitazioni accessibili, la precarietà economica e le trasformazioni del mercato immobiliare stanno rendendo più difficile continuare a vivere nei propri quartieri e nella propria città. A questo si aggiunge la crescita del peso degli interessi privati e finanziari legati al patrimonio immobiliare. Ecco perché, in questo contesto, gli strumenti territoriali possono offrire risposte concrete. È in questa prospettiva che Ada rilancia, partendo dai bisogni delle persone, rafforzando le reti territoriali e costruendo strumenti che possano contribuire a rendere il diritto all’abitare concretamente accessibile.

Sfratti a Roma, nel 2025 oltre 1.500 famiglie hanno perso la casa

Durante l’incontro c’è stata anche la performance degli studenti di Piamo Casa che hanno montato una tenda davanti al palco, così come era già successo davanti alla Sapienza, come a Madrid o a Parigi. Un gesto che ci racconta una volta di più che oggi il problema della casa, o meglio della sua assenza, è un tema universale.

Se Roma è oramai la capitale degli sfratti – nel 2025 sono state 1.516 le famiglie messe fuori casa da un ufficiale giudiziario – il resto del mondo non sta certo meglio. «Quando parliamo di casa parliamo di persone», ricorda Laura De Felice, assistente sociale di Ada. «Il problema dell’abitare non è relegato alle fasce di povertà estrema, a qualcosa che non ci riguarda. Oggi la vulnerabilità abitativa è fluida, può arrivare all’improvviso. E da un giorno all’altro ecco che riguarda ognuno di noi».

Ada firma un protocollo con i sindacati degli inquilini

E qui torniamo alle lotte dal basso e alla partecipazione collettiva, dentro e fuori le istituzioni: un singolo municipio, ma con uno sguardo più ampio. «Oggi abbiamo sottoscritto un protocollo d’intesa con le organizzazioni sindacali dell’abitare e dell’inquilinato per poter ampliare una rete di sostegno alle persone in difficoltà abitativa. E quello dei sindacati può essere un aiuto molto prezioso per costruire politiche locali che possano contrastare la crisi dell’abitare.

Certamente da una parte Ada è una piccola sperimentazione locale. Ma dall’altra è un concreto passo avanti dal basso per dare sostegno ai cittadini e anche per offrire suggerimenti per buone pratiche politiche», ci dice Paolo Marchionne, presidente del III Municipio di Roma.

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