Trump smantella i limiti al metano: un regalo ai grandi gruppi del petrolio
Annunciata in Texas a una settimana dalle midterm, la revoca premia pozzi che danno il 5% del petrolio e gas e circa metà delle emissioni
In breve
- Il 27 ottobre Donald Trump ha annunciato in Texas la revoca delle norme di Biden sulle emissioni di metano di petrolio e gas, promettendo 45 miliardi di dollari di risparmi.
- Le regole imponevano controlli costanti sulle perdite e lo stop graduale al flaring. Secondo l’Epa avrebbero evitato circa 53 milioni di tonnellate di metano entro il 2038.
- A guadagnarci sono soprattutto i pozzi a bassa produttività, spesso di grandi gruppi come Hilcorp e Diversified Energy: il 5% della produzione, ma circa metà delle emissioni.
Il presidente statunitense Donald Trump ha annunciato la revoca delle norme sulle emissioni di metano del settore petrolifero e del gas approvate durante il mandato di Joe Biden. L’annuncio è arrivato il 27 ottobre durante un comizio a Lubbock, in Texas, a sostegno del candidato repubblicano al Senato Ken Paxton. Formalmente si tratta di una proposta dell’Agenzia statunitense per la protezione dell’ambiente (Epa), che lavorava da mesi allo smantellamento di queste regole.
Nella campagna per le elezioni di midterm del 3 novembre c’è stato un grande assente, soprattutto rispetto alle competizioni degli ultimi anni: i cambiamenti climatici. A prendersi la scena sono stati i prezzi dell’energia e le ricette per abbassarli, e l’annuncio di Trump rientra proprio in questo filone. Secondo il presidente, norme come quelle sul metano ostacolano l’attività delle compagnie di petrolio e gas e finiscono per pesare sulle bollette. Ma il “liberi tutti” sulle emissioni renderà ancora più accidentato il percorso di lotta al riscaldamento globale. E rischia di trasformarsi in un problema di salute pubblica.
Le regole di Biden sul metano: controlli, tasse e stop al flaring
Le emissioni di metano, che derivano dall’estrazione di petrolio e gas, dalle discariche e dagli allevamenti, rappresentano circa il 12% dei gas serra rilasciati ogni anno dagli Stati Uniti. Nei primi vent’anni dopo il rilascio, il metano trattiene in atmosfera circa 80 volte più calore dell’anidride carbonica (CO2).
Durante il suo mandato Biden ha introdotto diverse misure per ridurle. Nel 2022 è stato approvato l’Inflation Reduction Act, la legge sul clima che conteneva tra l’altro il Methane Emissions Reduction Program, un programma per ridurre le emissioni di metano del settore petrolifero e del gas attraverso finanziamenti e monitoraggi, e la Waste Emissions Charge, una tassa sulle emissioni di metano oltre determinate soglie. Quest’ultima, però, è già stata abrogata dal Congresso poche settimane dopo l’insediamento di Trump, nel 2025.
FestiValori 2026, sabato 14 novembre a Milano: Non aspettiamo la prossima estate. Il festival di Valori e Radio Popolare, ingresso libero. Scopri il programmaAlla Cop28 di Dubai, nel dicembre 2023, l’amministrazione Biden ha poi presentato le nuove norme sul metano basate sul Clean Air Act, la legge federale sulla qualità dell’aria, pubblicate in via definitiva nel 2024. Per la prima volta le regole riguardavano anche i pozzi già esistenti, non solo quelli nuovi. Gli operatori dovevano monitorare costantemente le emissioni per individuare le perdite, modernizzare le attrezzature per prevenire le fughe di gas e abbandonare gradualmente il flaring, la pratica di bruciare il metano in eccesso anziché catturarlo per usarlo come gas naturale.
Meno emissioni e gas sprecato, i benefici delle regole di Biden
Secondo i calcoli dell’Epa, le norme avrebbero evitato entro il 2038 l’emissione di circa 53 milioni di tonnellate di metano. E avrebbero impedito lo spreco annuale di 400 miliardi di piedi cubi di gas naturale (circa 11 miliardi di metri cubi), abbastanza per riscaldare quasi 8 milioni di case statunitensi durante l’inverno. Secondo uno studio dell’Environmental Defense Fund, il Nuovo Messico risparmia circa 125 milioni di dollari all’anno (circa 110 milioni di euro) di gas naturale che altrimenti andrebbe disperso in atmosfera o bruciato con il flaring.
Le norme di Biden, sottolinea la testata Grist, «posizionavano gli Stati Uniti come leader internazionale nel contenimento di questo inquinante climatico». Ora, come molte altre tutele ambientali, rischiano di essere fatte a brandelli.
Trump cancella le norme sul metano dopo quelle sulle centrali
«Pongo ufficialmente fine alle costose e inutili norme di Biden sul metano, per far risparmiare ai consumatori e ai produttori di energia 45 miliardi di dollari, sbloccare ingenti quantità di gas naturale del Texas e produrre 210 milioni di barili di petrolio», ha dichiarato Trump. Al cambio attuale si tratta di circa 39 miliardi di euro. I 210 milioni di barili, ha calcolato l’agenzia Associated Press, equivalgono a circa dieci giorni di consumi di petrolio degli Stati Uniti.
L’Epa aveva annunciato già nel 2025 il piano di cancellare i limiti alle emissioni di metano. E a settembre ha abrogato un’altra norma dell’era Biden, quella sulle centrali a carbone: gli impianti destinati a restare in funzione oltre il 2039 avrebbero dovuto catturare entro il 2032 il 90% dell’anidride carbonica emessa.
Pozzi a bassa produttività, i veri beneficiari della revoca
A beneficiare della revoca saranno soprattutto le aziende che gestiscono i pozzi a bassa produttività. Garantiscono circa il 5% della produzione statunitense di petrolio e gas, ma sono responsabili di circa metà delle emissioni di metano del settore.
Trump ha insistito più volte sul fatto che si tratti di piccole realtà a conduzione familiare da salvaguardare. Ma le cose non stanno proprio così. Oltre la metà di questi pozzi appartiene infatti ad aziende che ne gestiscono più di mille, come Hilcorp Energy Company, che ne possiede quasi 19mila, e Diversified Energy, che ne ha oltre 50mila.
Il peso del comparto emerge anche dall’intensa attività di lobbying ricostruita da ProPublica. Jeffery Hildebrand, proprietario di Hilcorp, è stato tra i maggiori finanziatori di Trump nel settore petrolifero. E secondo l’organizzazione di monitoraggio Fieldnotes, citata dalla rivista scientifica Eos, nel primo anno del secondo mandato di Trump membri dell’amministrazione hanno incontrato rappresentanti dell’industria di petrolio e gas almeno 36 volte.
Benzene e formaldeide, il rischio per la salute vicino ai pozzi
Darin Schroeder, direttore legale e normativo per il metano della Clean Air Task Force, ha duramente criticato la revoca delle norme. A suo dire, la scelta di Trump e dell’Epa «danneggerebbe gravemente le comunità vicine agli impianti di estrazione di petrolio e gas, nonché la popolazione in generale».
Le emissioni di metano, infatti, non fanno solo aumentare la concentrazione di gas serra in atmosfera, che nel 2025 ha toccato un nuovo record secondo l’Organizzazione meteorologica mondiale (Wmo), agenzia delle Nazioni Unite. Vicino agli impianti, insieme al metano vengono rilasciati inquinanti che peggiorano la qualità dell’aria e sostanze cancerogene come benzene e formaldeide. Al rischio climatico si somma così quello per la salute di chi vive accanto ai pozzi.




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