Questo articolo è stato pubblicato oltre 7 anni fa e potrebbe contenere dati o informazioni relative a fonti/reference dell'epoca, che nel corso degli anni potrebbero essere state riviste/corrette/aggiornate.

Arrestato il «re del disboscamento» della foresta amazzonica

Ezequiel Antonio Castanha è stato fermato dalla polizia brasiliana nella sua tenuta nello Stato di Para. Ora rischia 50 anni di carcere.

Ezequiel Antonio Castanha , accusato del più grande disboscamento illegale della foresta amazzonica, è stato arrestato dalla polizia brasiliana. L’uomo, secondo quanto riferito dall’agenzia AFP, è stato catturato il 21 febbraio scorso, nella sua tenuta a Novo Progresso, grazie ad un intervento effettuato dalla polizia federale in elicottero. Secondo una persona informata dei fatti, si è trattato di un’operazione delicata, dal momento che Castanha è considerato «il re della regione», e pertanto solo l’arrivo improvviso delle forze dell’ordine avrebbe potuto sorprenderlo.  

Secondo l’accusa, Castanha era a capo di una banda organizzata che devastava una zona situata lungo la strada BR 163, nello Stato amazzonico di Para. D’altra parte, lui stesso dichiarò nel giugno scorso ad una televisione locale che, a suo avviso, «se non disboscassimo, il Brasile non esisterebbe». I giudici hanno spiegato che il gruppo era dedito ad appiccare il fuoco in aree di demanio pubblico, per poi raderle al suolo al fine di utilizzarle per la coltivazione, l’allevamento oppure per venderle a peso d’oro (fino a 9 milioni di dollari per una fattoria). 

A quanto pare, questo tipo di attività non cessa dal 2006. Castanha è anche accusato di associazione criminale e di riciclaggio di denaro. Rischia di dover restare in carcere per 50 anni. 

Foto: Chico75, licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported.