Ambiente

Greenpeace: allarme PFAS, veleni nelle acque del Veneto

“L’acqua potabile di molti Comuni veneti è inquinata da PFAS, sostanze chimiche pericolose presenti negli scarichi di industrie locali che operano quasi indisturbate”: così Greenpeace, ...

Di Corrado Fontana
Azione dimostrativa di Greenpeace contro l'inquinamento da PFAS in Veneto
copertina rapporto inquinamento da PFAS in Veneto – Greenpeace, marzo 2017

“L’acqua potabile di molti Comuni veneti è inquinata da PFAS, sostanze chimiche pericolose presenti negli scarichi di industrie locali che operano quasi indisturbate”: così Greenpeace, che per attirare l’attenzione sul problema ha avviato una petizione e inscenato un’azione dimostrativa coi suoi attivisti, appoggiando un grosso tubo nero all’ingresso acqueo davanti alla Sede della Regione Veneto, e appendendo uno striscione con scritto “STOP PFAS IN VENETO – FERMIAMO GLI SCARICHI”.

Greenpeace afferma che la gravità della situazione sia maggiore di quanto si creda, e che non sia stata posta sotto controllo adeguatamente e tempestivamente. Sull’argomento ha pubblicato un rapporto in cui sostiene che si tratti “di un’emergenza ambientale senza precedenti, almeno per l’Italia, che sta interessando una vasta zona del Veneto, abitata da più di 350 mila persone. I fiumi e l’acqua potabile di numerosi comuni sono inquinati da PFAS, sostanze chimiche di sintesi pericolose per l’ambiente e per l’uomo”.

Quella della diffusione dei PFAS, composti chimici tossici della famiglia dei PFC, è una storia di inquinamento industriale da sostanze perfluoroalchiliche: attribuito dalle prime indagini allo stabilimento Miteni di Trissino, riguarderebbe innanzitutto le province di Vicenza, Verona e Padova. I timori sarebbero suffragati dalle analisi che l’associazione ambientalista ha svolto su campioni di acqua in diversi comuni della zona colpita (Valdagno, Trissino, Arzignano e Cologna Veneta).

Copertina da Valori 147 aprile 2017 con il dossier “Un’alba necessaria” su l’economia della ciambella (o del limite)

Sostanze connesse a seri danni al sistema riproduttivo e ormonale, ma anche a numerose patologie gravi come il cancro, i PFAS fanno parte del più ampio gruppo dei PFC (composti poli-­‐ e per-­‐fluorurati), oggetto di una campagna più ampia – Detox – che ne chiede l’eliminazione sin dal 2011, e sono al centro di un approfondimento su Valori aprile.

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