Le politiche della Banca Centrale Europea terranno conto del clima

La Banca Centrale Europea ha approvato il riesame di strategia di politica monetaria: cambia l'approccio all'inflazione e alla crisi climatica

A ottobre 2020 attivisti di Koala Kollektiv hanno inscenato una protesta all'esterno della sede della Banca Centrale Europea a Francoforte © 350.org

«Far fronte ai cambiamenti climatici costituisce una sfida a livello globale e una priorità per le politiche dell’Unione europea. Benché la responsabilità di intervenire ricada principalmente sui governi e sui Parlamenti, la Banca Centrale Europea riconosce la necessità di integrare considerazioni relative al clima nelle proprie politiche monetarie». Sono chiare e nette le parole contenute nel comunicato stampa che ha seguito la riunione del consiglio direttivo dell’istituto di Francoforte dell’8 luglio, durante la quale è stato approvato il riesame della strategia di politica monetaria.

La nuova strategia monetaria della Banca Centrale Europea

Un elemento della nuova strategia monetaria che sembra un dettaglio, ma determina un deciso cambio di passo riguarda l’obiettivo di inflazione. Finora la BCE riteneva che il livello ottimale fosse «vicino, ma inferiore al 2%». Nella nuova strategia l’obiettivo diventa «2% simmetrico, nel senso che scostamenti negativi e positivi dell’inflazione dall’obiettivo sono ugualmente inopportuni».

Una posizione che permetterà alla BCE di proseguire con la propria politica monetaria espansiva. «Quando l’economia opera in prossimità del limite inferiore per i tassi di interesse nominali, è necessaria un’azione di politica monetaria particolarmente incisiva o persistente per evitare che le deviazioni negative dall’obiettivo di inflazione si radichino. Ciò, inoltre, può comportare un periodo transitorio in cui l’inflazione si colloca su un livello moderatamente al di sopra dell’obiettivo».

Il modello della Federal Reserve

La banca centrale statunitense ha un “doppio mandato”: massimizzare l’occupazione e stabilizzare i prezzi di beni e servizi. Finora la BCE, invece, ha avuto come obiettivo principale il controllo dell’inflazione e solo in un secondo momento il sostegno all’economia e all’occupazione. Il che ricalca il modello della Bundesbank tedesca, che difficilmente coniuga la stabilizzazione dei prezzi con la crescita dell’occupazione.

Il ruolo della BCE nella lotta alla crisi climatica

«Il Consiglio direttivo riconosce che i cambiamenti climatici presentano profonde implicazioni per la stabilità dei prezzi e, pertanto, si è impegnato a realizzare un ambizioso piano di azione connesso al clima». Il tutto attraverso quella che viene definita «un’ambiziosa tabella di marcia». In termini concreti, le analisi dei modelli macroeconomici, delle statistiche e della politica monetaria saranno effettuate anche tenendo conto delle ricadute sul riscaldamento globale e dei rischi connessi.

Ad esempio, in futuro solo le aziende i cui business risultano in linea con gli obiettivi posti dall’Accordo di Parigi sul clima potranno essere oggetto di acquisto di obbligazioni societarie.

«Un passo avanti, ma ancora troppo lento»

La nuova politica rende la BCE la prima grande banca centrale a preparare il terreno per raggiungere gli obiettivi climatici dell’Ue. Tuttavia, secondo alcune organizzazioni ambientaliste i tempi imposti dalla crisi climatici impongono un’accelerazione del periodo di attuazione del piano.

Il commento di Andrea Baranes, vicepresidente di Banca Etica

Mauricio Vargas, esperto finanziario di Greenpeace Germania, ha dichiarato: «È positivo che la BCE abbia integrato l’obiettivo della neutralità climatica dell’Unione europea nella propria politica monetaria e abbia deciso di rimuovere i peggiori inquinatori dal suo portafoglio. La nuova politica è tuttavia promettente, ma vaga, quindi continueremo a monitorare e ci assicureremo che sia seguita da azioni concrete». Ora, secondo l’attivista, anche le altre banche centrali dovrebbero seguire l’esempio della BCE, «ma farlo più velocemente».