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Nel calcio il problema è la normalità

Ogni settimana il commento di Luca Pisapia sugli intrecci tra finanza e calcio

Ogni analisi economica che fotografi la situazione esistente dovrebbe solo dimostrare che il problema c’era anche prima della pandemia, che era il sistema in sé a non reggere più. E invece ci si ostina a leggere la foto attraverso le lenti del Covid, come se questo fosse la causa dei nostri mali e non l’effetto del nostro disastroso sistema di sviluppo. E questo vale anche per il calcio, ça va sans dire. Usando il grandangolo, infatti, la fotografia scattata dall’ultimo report della società di consulenza finanziaria Kpgm “The European Champions Report 2021”sulle sei squadre vincitrici dei grandi campionati europei ci dice che Real Madrid, Bayern Monaco, Liverpool, Juventus, Psg e Porto nell’ultima stagione hanno perso complessivamente 370 milioni di ricavi per colpa del virus. Un disastro da imputare alla pandemia. Se invece si stringe l’obiettivo, si nota che il Bayern ha perso solo il 3% del precedente fatturato, il Real e il Liverpool l’8%, e calcolando che gli stadi sono rimasti chiusi e si sono giocate meno partite significa che sono riusciti ad avere addirittura più introiti da altre parti (televisioni), o tagliando stipendi e commissioni ai procuratori. Ha perso invece di più la Juve (62 milioni, il 13%) per costi del personale lievitati in maniera drammatica (71% del fatturato), una situazione che non ha nulla a che vedere con la pandemia ma solo con la gestione societaria. Lo stesso vale per il Psg (95 milioni, il 15%) che paga i costi del personale (75%) e il blocco a una serie di sponsorizzazioni fittizie. E ancora di più per il Porto, che con una pessima Champions – e soprattutto senza le roboanti sessioni di calciomercato fatte di plusvalenze fittizie che gonfiavano i bilanci – ha addirittura dimezzato il fatturato, perdendo da solo quasi 90 milioni. I costi del personale del Porto? un incredibile 104%. A ulteriore dimostrazione che il problema era la cosiddetta normalità di prima.