Ambiente

California, marea nera: accuse alla società che gestisce l’oleodotto

L'azienda, secondo i media americani, presenta un tasso di incidenti ai propri impianti triplo rispetto alla media nazionale.

Di Andrea Barolini


  Nei giorni scorsi una falla si è aperta in un oleodotto negli Stati Uniti, provocando una marea nera sulle coste della California . I giornali di tutto il mondo hanno lanciato la notizia, spiegando che qualora la fuoriuscita di petrolio non fosse bloccata, si rischierebbe una catastrofe. Ieri la compagna che gestisce l’impianto, la Plains All American Pipeline ha promesso di voler «fare ciò che si potrà» per ripulire il mare, ammettendo che per ora sono stati recuperati solo 30 mila litri di greggio sugli 80 mila dispersi. Intanto, sono già stati trovati animali morti, pellicani ricoperti di petrolio, e la macchia oleosa ha raggiunto una lunghezza di 14 chilometri.  

Nel frattempo, i media americani hanno tracciato un quadro inquietante della società. Secondo il Los Angeles Times, che cita cifre ufficiali, il tasso di incidenti negli oleodotti della Plains All è tre volte superiore rispetto alla media nazionale. In tutti gli Stati Uniti, solamente quattro compagnie fanno peggio. Dal 2006, in particolare, diverse fughe sono state registrate, provocando nel complesso circa 23 milioni di dollari di danni, e più di 2, 6 milioni di litri di prodotti pericolosi dispersi nell’ambiente. Eppure nel 2007 un dirigente aveva spiegato di aver stanziato 1, 3 miliardi di dollari per la manutenzione e il miglioramento delle installazioni. L’oleodotto californiano, tra l’altro, è datato 1987. 

 

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