Cile, El Nino provoca una strage di pesci

Salmoni e sardine asfissiate, balene spiaggiate. Il Cile sta vivendo quella che l’agenzia Afp definisce una vera e propria «ecatombe di pesci». Dovuta principalmente ...

©TANAKA Juuyoh/Wikimedia Commons

Salmoni e sardine asfissiate, balene spiaggiate. Il Cile sta vivendo quella che l’agenzia Afp definisce una vera e propria «ecatombe di pesci». Dovuta principalmente al fenomeno climatico El Nino, che ha riscaldato i mari rendendo le coste della nazione latino-americana teatro di un macabro spettacolo.

 

Già nel corso del 2015 un primo segnale d’allarme era arrivato quando 330 balene erano state ritrovate morte in un fiordo isolato della Patagonia, nel Sud del Cile. Si è trattato del più grande ritrovamento di cetacei arenati di sempre. Poi, all’inizio del 2016, si è registrata una proliferazione anomala di micro-alghe nella regione di Los Lagos, che ha portato alla morte per asfissia di 40 mila tonnellate di salmone, ovvero circa il 12 per cento della produzione annuale del Paese.

 

©TANAKA Juuyoh/Wikimedia Commons
©TANAKA Juuyoh/Wikimedia Commons

 

Ancora, quattro mesi più tardi, 8 mila tonnellate di sardine morte sono state ritrovate alla foce del fiume Queule, nella regione di La Araucania. La settimana scorsa, infine, decine di migliaia di frutti di mare, tipici del Cile, hanno fatto la stessa fine nei pressi dell’isola di Chiloé. E anche in questo caso il dito è puntato contro la cosiddetta «marea rossa» provocata dal proliferare delle alghe. Queste consumano infatti in modo massiccio l’ossigeno necessario per i pesci e provocano la concentrazione di altri livelli di tossine nell’acqua.