Clima, dalle 15 maggiori catastrofi del 2019 oltre 135 miliardi di danni

L’associazione Christian Aid ha elencato le catastrofi climatiche che hanno provocato più danni economici l'anno scorso. Dagli incendi californiani agli uragani in Asia

Andrea Barolini
Andrea Barolini
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Almeno 15 catastrofi naturali legate ai cambiamenti climaticiVariazione dello stato del clima rispetto alla media e/o variabilità delle sue proprietà che persiste per un lungo periodo, generalmente numerosi decenni.Approfondisci hanno provocato, ciascuna, danni per più di un miliardo di dollari nel corso del 2019. Di esse, sette sono state talmente gravi da aver comportato costi per almeno 10 miliardi. Il loro conto totale supera i 135 miliardi. A spiegarlo è uno studio dell’organizzazione non governativa britannica Christian Aid, pubblicato alla fine dello scorso mese di dicembre.

Incendi, tifoni, inondazioni

«Fenomeni meteorologici estremiSi tratta di fenomeni considerati “rari”. Le caratteristiche delle condizioni meteorologiche estreme possono variare da un luogo all’altro.Approfondisci, alimentati dal climate change, hanno colpito tutti i continenti nel 2019. Provocando numerosi morti, milioni di profughi e causando danni enormi», si legge nel documento. Per redigerlo, sono stati usati solo dati pubblici e ufficiali: rapporti delle Nazioni Unite, studi scientifici, resoconti della stampa o di istituti pubblici.
Tra le sette peggiori catastrofi elencate da Christian Aid spiccano gli incendi in California dei mesi di ottobre e novembre: i più gravi in termini di danni economici. Essi hanno comportato infatti perdite per circa 25 miliardi di dollari. Al secondo posto c’è il tifone Hagibis che ha colpito in autunno il Giappone, provocando danni per 15 miliardi. Quindi le inondazioni che hanno devastato il Midwest e il Sud degli Stati Uniti: 12,5 miliardi.

I danni del tifone Hagibis in GiapponeScorrendo l’elenco, si trova ancora una volta un evento estremo che ha colpito l’America del Nord, con il passaggio dell’uragano Dorian il cui costo è stato calcolato in 11,4 miliardi di dollari. Si passa quindi in Asia con il tifone Lekima e con le inondazioni nelle regioni settentrionali dell’India: entrambe hanno comportato costi per circa 10 miliardi.

Secondo quanto riferito dagli autori del rapporto, «ciascuno di questi disastri presenta un legame con i cambiamenti climatici». Basti pensare al caso di Argentina e Uruguay, Paesi nei quali si sono abbattute nel mese di gennaio piogge torrenziali, con accumuli cinque volte più importanti rispetto alla media. Che hanno provocato gravi inondazioni, con danni per circa 2,5 miliardi, anche per via del suolo reso arido (e dunque incapace di assorbire le precipitazioni) da un grave episodio di siccità.

La temperatura elevata aumenta le catastrofi

Altro esempio di collegamento tra catastrofi e cambiamenti climatici è legato al ciclone Idai, che ha devastato la seconda più importante città del Mozambico nel mese di marzo. Colpendo anche, pesantemente, lo Zimbabwe. Anche tale fenomeno, infatti, secondo gli scienziati è stato particolarmente violento a causa della temperatura elevata dell’oceano Indiano.

Al contempo, il progressivoinnalzamento del livello dei mariÈ la variazione su scala mondiale e locale del livello della superficie dei mari, a seguito di diverse possibili modificazioni.Approfondisciha aggravato le inondazioni sulle coste. Una situazione simile a quella provocata da un altro ciclone, Fani, che a maggio ha colpito India e Bangladesh. In questo caso i danni sono stati valutati in più di 8 miliardi di dollari.
Le cifre, inoltre, «non possono in alcun modo fornire una visione d’insieme», avverte Christian Aid. Secondo l’associazione, infatti, le perdite finanziarie non possono, da sole, far comprendere le innumerevoli conseguenze di tali eventi sulla vita delle popolazioni colpite. In termini di vite stroncate e di vite stravolte.