Coppa del Mondo 2026: la guerra della Fifa contro i poveri

Dal costo dei biglietti al monopolio su tutto quello che circonda la Coppa del Mondo 2026, la Fifa è pronta a guadagni record

Il MetLife Stadium dove si giocherà la finale © ALFSnaiper/iStockPhoto

La Coppa del Mondo 2026 che comincia domani in Canada, Messico e Stati Uniti sarà la più grande di sempre: 48 squadre e 104 partite (78 delle quali si giocheranno negli Stati Uniti). La più più inquinante di sempre. La più ricca: la Fifa alla fine del bilancio quadriennale 2023-2026 ha previsto introiti per 13 miliardi di dollari. Quasi il doppio del quadriennio precedente. E la più costosa, almeno per il pubblico. Con gli ultraricchi che si faranno selfie allo stadio e i poveri che saranno esclusi dalla competizione. Basti pensare che i biglietti al momento della loro emissione costavano dai mille dollari di una partita di qualificazione (i pochissimi biglietti a 60 dollari sono spariti in un secondo) ai 32mila dollari per i migliori posti per la finale al MetLife Stadium.

Il modello fintech della Fifa è una guerra ai poveri

Ma non è finita qui. Perché la maggior parte dei biglietti è andata esaurita. E un biglietto per la finale sul mercato secondario – sempre sul sito ufficiale della Fifa – è arrivato a costare 2 milioni di dollari. «Se qualcuno mette in vendita sul mercato secondario dei biglietti per la finale a 2 milioni di dollari, sono fatti suoi. Non significa che i biglietti costino 2 milioni di dollari. E nemmeno che qualcuno li comprerà», ha affermato Gianni Infantino, presidente della Fifa. «Anzi, se qualcuno compra un biglietto per la finale a 2 milioni gli porterò personalmente un hot dog e una coca per assicurarmi che abbia una bella esperienza».

Solo che c’è poco da fare gli spiritosi. Il mercato secondario, pur non gestito direttamente dalla Fifa, resta di fatto monopolizzato dall’organizzazione, dato che le transazioni avvengono comunque sul suo sito. Lo ha detto a chiare lettere lo stesso Infantino: «Dobbiamo guardare al mercato, dobbiamo applicare le tariffe di mercato. Negli Stati Uniti è consentito rivendere i biglietti, quindi se li vendessimo a un prezzo troppo basso, verrebbero rivenduti a un prezzo molto più alto. E in effetti, anche se alcuni sostengono che i nostri prezzi sono elevati, finiscono comunque sul mercato della rivendita a un prezzo ancora più alto, più del doppio del nostro».

Il monopolio Fifa alla Coppa del Mondo 2026 è in «puro stile mafioso»

Come spiega The Guardian il tutto sembra una gigantesca operazione speculativa modello fintech. «Questa è la Coppa del Mondo riprogettata per l’era del monopolio Ticketmaster-Live Nation, dove l’emozione della passione per il calcio incontra il calcolo speculativo degli hedge fund», scrive il quotidiano britannico. Quando la lotteria per i primi biglietti a basso costo gestita dalla Fifa è cominciata, infatti, i settori a prezzo ridotto erano già spariti. Probabilmente presi da bot e acquirenti in blocco. Forse della stessa Fifa. Dato che, dopo un solo giorno, la Fifa ha aumentato i prezzi della maggior parte delle partite.

E non è finita qui. A salire in modo esponenziale non è stato solo il costo dei biglietti, ma tutto il resto: autobus, treni, taxi e parcheggi legati alla Coppa del Mondo 2026 sono diventati più cari. Solo che, di nuovo, tutto è in mano al monopolio della Fifa. Come scrive Jonathan Liew ancora su The Guardian: «Questo è il segno distintivo di un modello finanziario in cui la Fifa si appropria di tutti i profitti, addossando alle città ospitanti tutti i costi. La Fifa si prende gli incassi dei biglietti, dei diritti tv, del merchandising e delle concessioni. Persino dei parcheggi. Nel frattempo, le città ospitanti si accollano tutti i costi aggiuntivi delle infrastrutture. Si tratta, in sostanza, di un’estorsione in stile mafioso».


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