Criptovalute

Criptovalute, Facebook e Telegram nel mirino dei controllori

Il G7 chiede al FMI di fermare Libra, che perde alcuni fondatori (Visa, MasterCard, Ebay e Paypal). Intanto la SEC stoppa Gram

Di Nicola Borzi
Foto di Gerd Altmann da Pixabay

Cresce la pressione regolamentare nei confronti del settore delle criptovaluteUna criptovaluta è una valuta paritaria, decentralizzata e digitale la cui implementazione si basa sui principi della crittografia per convalidare le transazioniApprofondisci: un chiaro indicatore delle preoccupazioni dei legislatori e delle autorità di vigilanza dei mercati finanziari per i rischi che l’ingresso di operatori monopolisti nel settore dell’informatica e dei big data possano sbilanciare gli equilibri globali nel sistema dei pagamenti e della monetica, preludio a un eventuale sovvertimento della nozione stessa di moneta sovrana. Ne sono dimostrazione i nuovi ostacoli che stanno incontrando le criptovalute in corso di lancio da parte di Facebook e di Telegram.

Libra, problemi crescenti di autorizzazione

Libra, la criptovaluta progettata da Facebook, sta incontrando difficoltà superiori al previsto. I fondatori della moneta virtuale si sono riuniti in gran segreto il 14 ottobre a Ginevra, nella sede dell’associazione che dovrà gestire il progetto, per firmarne lo statuto. Il lancio della moneta virtuale è formalmente previsto per metà dell’anno prossimo, una volta ottenute le autorizzazioni necessarie.

Ma proprio sul fronte autorizzativo emergono problemi crescenti. La Bbc ha visionato in anteprima un documento che sarà presentato dai Paesi del G7 al prossimo meeting del Fondo monetario internazionale. Le sette economie più importanti del mondo (tra cui l’Italia) sostengono che la stablecoin (una criptovaluta il cui valore è agganciato a quello di monete sovrane) voluta da Facebook può essere un rischio per il sistema finanziario internazionale.

G7: dalle criptovalute nove rischi compreso riciclaggio e terrorismo

Per questo chiedono che Libra sia bloccata sinché la società emittente non dimostrerà che la criptovaluta “è sicura e protetta”. Il progetto di relazione di cui la Bbc ha dato notizia indica nove principali rischi delle criptovalute e avverte che, anche se i sostenitori di Libra dovessero rispondere fattivamente alle preoccupazioni, il progetto potrebbe comunque non ottenere l’approvazione dei regolatori.

La task force del G7 che ha prodotto il rapporto comprende alti funzionari delle maggiori Banche centrali, il Fondo monetario internazionale (Fmi) e il Financial Stability Board, che coordina le regole per le economie del G20. Il documento sostiene che i sostenitori di valute digitali come Libra devono essere legalmente responsabili, proteggere i consumatori e garantire che la criptovaluta non venga utilizzata per riciclare denaro o finanziare il terrorismo.

Il rapporto, che sarà presentato ai ministri delle Finanze alle riunioni annuali del Fmi, non parla direttamente di Libra ma la individua attraverso alcune parafrasi, affermando che le “stablecoin globali” con il potenziale di “crescere rapidamente” pongono una serie di potenziali problemi. Le stablecoin come Libra sono diverse da altre criptovalute, come il Bitcoin, perché il loro valore è ancorato a quello di valute sovrane solide come il dollaro o l’euro: questo legame è studiato per limitare grandi oscillazioni nel valore delle criptovalute ma, secondo il rapporto del G7 all’Fmi, può porre problemi nella definizione della politica monetaria e dei tassi di interesse. Il rapporto avverte inoltre che Libra potrebbe reprimere la concorrenza tra altre criptovalute e persino minacciare la stabilità finanziaria globale se gli utenti della criptovaluta subissero improvvisamente una “perdita di fiducia” nel suo valore.

Il progetto di relazione del G7 al Fondo monetario internazionale, secondo la Bbc, afferma che «il G7 ritiene che nessun progetto di stablecoin dovrebbe iniziare a funzionare fino a quando le sfide e i rischi legali, regolamentari e di supervisione non saranno adeguatamente affrontati. Affrontare tali rischi non è necessariamente una garanzia di approvazione normativa per un accordo sulle stablecoin», afferma il documento.

Anche dal Financial Stability Board timori di lacune

Anche un rapporto pubblicato domenica 13 ottobre dal Financial Stability Board (Fsb), l’organismo internazionale che monitora il sistema finanziario globale, avverte che l’introduzione di “stablecoin globali” pone una serie di sfide normative. In una lettera ai ministri delle finanze del G20 Randal Quarles, presidente dell’Fsb, avverte che queste sfide «dovrebbero essere valutate e affrontate in via prioritaria». L’Fsb sta collaborando con istituzioni di tutto il mondo per identificare potenziali lacune normative e pubblicherà un rapporto sulle criptovalute la prossima estate. Libra non è l’unica valuta digitale che deve essere esaminata dalle autorità finanziarie globali: secondo la Bbc la JPM Coin di JP Morgan, che è legata al dollaro statunitense, è un’altra stablecoin che sarà probabilmente esaminata dal Fmi.

Facebook ha già avvertito che il controllo normativo potrebbe ritardare o addirittura impedire il lancio di Libra.

Visa, Mastercard, EBay, PayPal dicono addio a Libra

Intanto però, anche a causa della pressione di alcuni parlamentari di Washington, l’associazione Libra continua a perdere pezzi importanti. Nei giorni scorsi l’associazione Libra ha visto le defezioni di importanti membri tra i 28 fondatori, quali Mastercard e Visa, i due giganti mondiali delle carte di credito, Paypal e Stripe, società di pagamenti elettronici, MercadoPago (il braccio dei pagamenti della grande società di ecommerce latinoamericana Mercado Libra) ed eBay.

A inizio mese due senatori degli Stati Uniti, Sherrod Brown e Brian Schatz, avevano inviato lettere a Visa, Mastercard e Stripe chiedendo loro di riconsiderare la loro collaborazione con Libra e ammonendo le società che un eventuale supporto alla criptovaluta di Facebook, nel vuoto legislativo attuale, avrebbe causato un profondo e attento esame regolamentare e giuridico di tutte le loro attività, anche di quelle non legate al progetto di stablecoin.

Facebook è anche nel mirino della senatrice Elizabeth Warren, tra i candidati democratici nella corsa alla nomination per le elezioni presidenziali Usa dell’anno prossimo, che ha annunciato un piano per smantellare le società monopoliste digitali come già avvenuto negli Usa nel 1982 con la dissoluzione legislativa del monopolio della telefonia statunitense gestito dalla Bell.

Il mirino SEC punta i Gram

Ma la pressione non riguarda solo Libra. L’11 ottobre la Stock Exchange Commission (Sec), l’autorità di controllo federale Usa sulla finanza, ha avviato un’azione legale per impedire a Telegram e Ton Issuer di continuare quella che ha definito come «l’offerta illegale attualmente in corso di criptoasset denominati Gram». Secondo la Sec, Telegram, il servizio di messaggistica e di Voip creato nel 2013 dai fratelli russi Nikolai e Pavel Durov e gestito da due società a responsabilità limitata nel Regno Unito e negli Usa, intenderebbe «inondare entro il 31 ottobre i mercati dei capitali statunitensi con miliardi di Gram» la criptovaluta di Telegram.

Il lancio della criptovaluta Gram ha sinora fruttato a Telegram 1,7 miliardi miliardi di dollari versati da 171 grandi acquirenti iniziali, che ora intenderebbero rivendere le loro criptovalute al mercato retail. L’azione legale della Sec contro Telegram è stata presentata lo stesso giorno in cui l’autorità federale Usa ha lanciato una nuova direttiva sulle politiche antiriciclaggio e sui requisiti di segnalazione e di conformità antiterrorismo per il settore delle criptovalute.

La SEC: i Gram non hanno alcuna utilità

Nei progetti di Telegram, i Gram dovrebbero essere utility token (criptovalute legate all’uso di servizi) da usare sulla blockchainLa blockchain (letteralmente "catena di blocchi") è una struttura dati condivisa e immutabile. Approfondisci del network, denominata Ton, e per «finanziare i suoi affari e la creazione della sua blockchain». Ma la Sec afferma che i token Gram non hanno alcuna utilità né l’hanno mai avuta come strumenti per ottenere servizi, mentre invece si tratterebbe di strumenti finanziari soggetti ai requisiti di approvazione delle leggi statunitensi.

Nella vertenza legale, la Sec ha anche ottenuto da un tribunale federale Usa un ordine temporaneo d’emergenza che vieta a Telegram di continuare l’Offerta pubblica iniziale di token (ICOSi tratta di una rappresentazione verosimile e spesso semplificata del possibile clima futuro.Approfondisci) di Gram negli Usa e di consegnarli o venderli a qualunque investitore statunitense. Secondo la Sec, 424,5 milioni di dollari dei proventi della vendita dei Gram sono stati versati da investitori Usa e Telegram starebbe per vendere altri token sul mercato statunitense, in violazione dei requisiti di registrazione e approvazione previsti dal Securities Act del 1933. La prima udienza della vertenza è fissata per il 24 ottobre.

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