Ambiente

Il declino della filiera nucleare

Il presente e il futuro del nucleare civile appaiono incerti. A fornire una fotografia della situazione attuale del settore è il World nuclear industry status report, ...

Di Andrea Barolini
Pericolo nucleare
Il sito nucleare di Hinkley Point, nel Regno Unito ©Wikimedia Commons/Flickr upload bot

Il presente e il futuro del nucleare civile appaiono incerti. A fornire una fotografia della situazione attuale del settore è il World nuclear industry status report, che è stato presentato ieri a Parigi. Il rapporto, finanziato da anni dai Verdi europei, spiega infatti che il declino appare ormai difficilmente reversibile.

Se, infatti, dal punto di vista della produzione mondiale si è registrato un aumento dell‘1,4%, il dato appare legato unicamente al fatto che la Cina ha fatto segnare un +23% nel corso del 2016. È proprio la nazione asiatica, dunque, a tenere a galla la filiera. Ma a fronte di tale valore, ce ne sono altri che il documento giudica particolarmente significativi: il numero di reattori in costruzione nel mondo, ad esempio, è passato dai 68 della fine del 2013 ai 52 della metà dell’anno in corso. Allo stesso modo, cala il numero di quelli che sono in fase di progettazione.

A ciò va aggiunto l’abbandono o la sospensione di alcuni cantieri nel mondo: «Tra il 1977 e il 1 luglio 2017, sono almeno 91 i reattori la cui costruzione è stata interrotta, a differenti stadi di avanzamento», si legge nel rapporto. Inoltre, come d’altra parte è ormai noto, i lavori subiscono spesso ritardi: accade in 8 dei 13 Paesi in cui, in tutto il mondo, si stanno attualmente allestendo nuovi reattori. Senza dimenticare il crollo del più grande costruttore della storia del nucleare, la Westinghouse, che a causa delle perdite colossali ha costretto la propria casa madre, la Toshiba, a depositare i bilanci all’inizio del 2017. Uno stop che ha comportato l’arresto dei cantieri di due reattori negli Stati Uniti.

_______________
Di agonia del nucleare civile abbiamo trattato approfonditamente anche sul mensile di carta numero 150 dello scorso luglio.

Iscriviti alla newsletter

Il meglio delle notizie di finanza etica ed economia sostenibile