Energia

Deloitte: un petroliere su tre potrebbe fallire

Un terzo delle compagnia produttrici di petrolio è esposto al concreto rischio di dichiarare fallimento entro la fine dell’anno. A spiegarlo, riferisce l’agenzia Ats, è ...

Di Andrea Barolini
Il crollo del prezzo del barile inguaia le compagnie americane. Un vantaggio per l’Arabia Saudita, ma non per i bilanci di molti membri Opec. Grafico caduta prezzo del petrolio da "Scoppia la guerra del petrolio", Valori 125, febbraio 2015

Un terzo delle compagnia produttrici di petrolio è esposto al concreto rischio di dichiarare fallimento entro la fine dell’anno. A spiegarlo, riferisce l’agenzia Ats, è uno studio dell’istituto Deloitte, secondo il quale le imprese soffrono nel complesso di una mancanza di liquidità e di grandi difficoltà nell’attuare dei piani di riduzione dell’esposizione debitoria.

 

Il crollo del prezzo del barile inguaia le compagnie americane. Grafico da "Scoppia la guerra del petrolio",   Valori 125,   febbraio 2015
Il crollo del prezzo del barile
inguaia le compagnie
americane. Grafico da “Scoppia la guerra del petrolio”, Valori 125, febbraio 2015

 

L’analisi ha riguardato più di 500 imprese, alcune delle quali sono coinvolte non solo nelle attività di produzione ma anche in quelle legate all’estrazione di petrolio e gas naturale. Molte di esse risultano quotate presso le piazze finanziarie sparse in tutto il mondo. E il totale di debiti che 175 di esse avrebbero accumulato arriverebbe ormai a toccare la cifra gigantesca di 150 miliardi di dollari. Una situazione che non è migliorata nonostante gli avanzamenti tecnologici che hanno consentito negli ultimi anni al 95% delle compagnie di estrarre petrolio a meno di 15 dollari al barile, sottolinea Deloitte.

Discorso diverso per le società di servizi legate al comparto, che secondo lo stesso studio possono vantare condizioni migliori.

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