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Erosione delle coste: «Alcune località andranno rilocalizzate»

Secondo un docente universitario di Lille, l'erosione sarà tale che alcune stazioni balneari andranno spostate sulle cartine.

  Tra qualche anno sarà sempre più difficile stendere un asciugamano su alcune spiagge. L’erosione delle coste modificherà infatti in modo talmente profondo la geografia che «alcune stazioni balneari dovranno essere rilocalizzate». A lanciare l’allarme, riferisce il quotidiano 20Minutes è Yvonne Battiau Queney, professore emerito all’università di Lille e presidente della Rete Europea per i Litorali (EUCC), che spiegherà mercoledì, nel corso di una conferenza presso l’Istituto oceanografico francese, i pericoli che corrono le coste transalpine (e non solo).  

«Quello in atto è un fenomeno naturale, ma che è stato accelerato dagli interventi dell’uomo. Le spiagge e le dune costituiscono una cassaforte per il mare, una riserva di sabbia: in caso di tempesta, la riserva della duna aiuta a ricostituire la spiaggia, e su quest’ultima la sabbia arriva, riparte, circola». Un meccanismo, prosegue il docente, «che non bisogna perturbare». Al contrario, però, l’installazione di stazioni balneari sempre più vicine al mare, a volte su aree che prima erano coperte da dune, ha provocato un forte squilibrio, «le cui conseguenze non si vedono immediatamente. Occorre aspettare almeno 15 anni e ora ci siamo: si cominciano a vedere i risultati. I livelli delle spiagge scendono, il che aumenta l’energia delle onde e accelera ancor di più il fenomeno». 

E non si tratta di cambiamento climatico: «L’innalzamento del mare esiste, e va fermato, ma è un fenomeno nell’ordine dei 2-3 millimetri all’anno. Occorre aggredirlo perché questo significa che a fine secolo potremmo avere 60 centimetri di altezza media in più. Ma questo non può spiegare quanto accade ora».

Foto: Wikimedia Commons, autore Myrabella