A Farage piace un mondo senza confini, ma solo per i ricchi

Il leader di Reform Uk ha incassato 40.075 sterline per uno speech a Nomad Capitalist, che insegna ai ricchi a sfuggire al fisco

Nigel Farage © Gage Skidmore/Wikimedia Commons

In breve

  • Nigel Farage, deputato di Clacton e leader di Reform Uk, ha dimesso il seggio dopo aver violato 17 volte il codice etico di Westminster su oltre 380mila sterline di guadagni extra non dichiarati.
  • Tra i suoi incassi extra-parlamentari c’è un compenso di 40.075 sterline da Nomad Capitalist, azienda che insegna ai super-ricchi a cambiare Paese per pagare meno tasse.
  • Il paradosso: Farage, che vuole chiudere le frontiere agli immigrati poveri, è testimonial di chi le apre solo ai migranti economici benestanti.

Clacton-on-Sea è nota per essere stata, nel 1987, il set di It Couldn’t Happen Here, il film dei Pet Shop Boys, fenomeno pop britannico degli anni Ottanta. Quarant’anni dopo, la cittadina è il cuore del collegio elettorale di Nigel Farage, leader di Reform Uk. O meglio, il set dell’ultimo colpo di teatro della sua carriera per sfuggire alle inchieste sui suoi finanziamenti.

Farage vince le elezioni nel Collegio di Clacton nel luglio 2024 con il 46,2% dei voti. Si tratta di un collegio costiero tra i più poveri d’Inghilterra, dove immigrazione e disoccupazione sono i temi che gli elettori indicano come prioritari. Un terreno ideale per la campagna elettorale di Farage, che raccoglie la rabbia di una classe operaia bianca che ha perso lavoro e potere d’acquisto. E che incolpa l’immigrazione incontrollata per le difficoltà economiche, la stagnazione dei salari e i servizi pubblici sempre meno accessibili. Farage accusa l’élite che tradisce il popolo a favore degli interessi dei più ricchi e di una «tecnocrazia globale», di cui l’Ue rappresenta il bersaglio perfetto.

Clacton, il collegio di Farage tra scandali e guadagni non dichiarati

Dopo aver vinto il collegio, la sua azione da deputato è stata segnata più dagli scandali sui suoi redditi che dall’attività parlamentare. I parlamentari inglesi devono sottoporsi a rigidi codici di condotta e di trasparenza, soprattutto sui compensi ulteriori rispetto a quello da rappresentante del popolo. Secondo il commissario per gli standard di Westminster, Farage ha violato 17 volte il codice di condotta dei parlamentari, non registrando regolarmente oltre 380mila sterline di guadagni (circa 445mila euro, cambio luglio 2026). Una seconda indagine, invece, ha rivelato un dono non dichiarato di cinque milioni di sterline (circa 5,85 milioni di euro, cambio luglio 2026) da parte del miliardario delle criptovalute Christopher Harborne.

Di fronte all’allargarsi dell’inchiesta, Farage ha annunciato il 7 luglio le sue dimissioni da deputato: «Ho deciso che sia la gente di Clacton a giudicare le mie azioni», ha dichiarato. La mossa sospende automaticamente l’inchiesta parlamentare e apre l’elezione suppletiva in cui lui stesso si ricandida, in una competizione assai particolare.

I mille lavori del deputato più pagato di Westminster

La lettura delle attività terze di Farage – al netto dello stipendio da parlamentare, 91.346 sterline l’anno – è particolarmente significativa. Si parte dai quasi 1,2 milioni l’anno che Farage guadagna solo da GB News. L’emittente versa alla sua società, Thorn in the Side Ltd, 97.928,40 sterline al mese per 32 ore di lavoro. Si aggiungono 4mila al mese dal Daily Telegraph, decine di migliaia da video personalizzati sul sito Cameo – dove il suo profilo lo descrive come «ex politico britannico» disposto a citare Brexit e immigrazione a richiesta dei clienti – e 189mila dal venditore d’oro Direct Bullion, che lo paga come testimonial per promuovere l’oro come investimento esente da tasse sul capital gain. A questo si somma un compenso di 27.856,88 sterline per un intervento del marzo 2026 pagato dal Club for Growth, think tank conservatore statunitense.

In questo catalogo di incassi rientra una società dal nome significativo, Nomad Capitalist, che ha pagato 40.075,37 sterline per uno speech a Kuala Lumpur a settembre 2024. In quel discorso Farage ha parlato di “fughe di cervelli” e tassazioni eccessive, rivolgendosi ad una platea di migranti economici, che hanno la caratteristica però di essere particolarmente ricchi.

Nomad Capitalist, l’azienda che aiuta i ricchi a cambiare Paese

Nomad Capitalist nasce per aiutare i migranti economici benestanti a fuggire dal proprio paese di residenza (fiscale). Si tratta infatti di un’azienda di consulenza fondata nel 2012 dall’americano Andrew Henderson, che ha poi rinunciato alla cittadinanza statunitense. Il marchio comprende oggi un libro, un canale YouTube da oltre 700mila iscritti e un evento live annuale, Nomad Capitalist Live.

La filosofia attorno a cui ruota l’azienda si riassume in cinque parole. Quelle che Henderson chiama «le cinque parole magiche»: go where you’re treated best, vai dove sei trattato meglio. L’idea centrale è che i confini nazionali siano «linee immaginarie». Un imprenditore può tenere il capitale a Singapore, fare impresa negli Stati Uniti e vivere in Thailandia, componendo la propria vita da più giurisdizioni.

Il metodo si chiama flag theory, teoria delle bandiere. Ogni servizio ottenuto in un Paese diverso dal proprio è una bandiera piantata: per la piena libertà, secondo Henderson, ne servono almeno tre. Una cittadinanza in uno Stato che non tassa i redditi esteri. Un’impresa registrata a fiscalità bassa o nulla. E una residenza in un Paese scelto come “parco giochi”, dove vivere come turisti permanenti tenendo le autorità locali a distanza.

Sul piano commerciale, Nomad Capitalist vende «piani offshore olistici» per il risparmio fiscale, l’acquisizione di doppie cittadinanze e la protezione patrimoniale. Inoltre elabora il proprio Nomad Capitalist Passport Index, che classifica i passaporti non solo in base ai viaggi senza visto ma anche rispetto a tassazione e opportunità di doppia cittadinanza. Henderson insiste sulla legalità di ogni struttura proposta: non si tratta di evasione, ama ripetere, ma pianificazione conforme alla legge.

Farage dal 2024 ad oggi è un testimonial di questa società di supporto ai migranti economici che immagina un mondo senza confini. Non però quelli che Farage vuole fermare alle frontiere del Regno Unito, ma i loro opposti speculari: cittadini molto facoltosi per cui i confini non sono un ostacolo da attraversare per necessità, ma un vincolo fiscale da aggirare per scelta.

La sfida (surreale) di Clacton tra Farage e il comico Count Binface

Questa contraddizione è esplosa nella campagna elettorale. Il 13 agosto infatti si voterà a Clacton. Con un numero record di 34 candidati, il più alto mai registrato per un’elezione parlamentare britannica. Labour, Conservatori, Liberaldemocratici, Verdi e Restore Britain hanno scelto di non presentare candidati, definendo l’elezione una «messinscena» o un «progetto vanità» pensato per guadagnare tempo rispetto all’inchiesta sugli standard. L’unico sfidante di peso è così diventato Count Binface, personaggio satirico interpretato dal comico Jon Harvey, noto per il casco a forma di bidone della spazzatura: «Il mio punto di forza principale è che non sono Nigel Farage», ha dichiarato.

La campagna unisce surrealismo e temi reali: Count Binface ha promesso, tra l’altro, di «nazionalizzare» la cantante Adele e di donare i suoi guadagni dall’estero agli enti di beneficenza di Clacton. Oltre a porre un tetto al prezzo del 99 Flake, il gelato simbolo dei camion gelati inglesi, che non costa più 99 centesimi. Un sondaggio Ipsos condotto a livello nazionale a metà luglio ha chiesto agli elettori britannici chi preferirebbero vedere vincere tra i due: 33% per Count Binface, 21% per Farage, il resto ancora indeciso o indifferente.

«Sarà un’elezione popolo contro establishment», aveva detto Farage annunciando le sue dimissioni. Una frase che suona particolarmente ironica, e surreale, riletta oggi, forse ancora più del candidato con il bidone della spazzatura in testa.

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