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Il buco dell’ozono si restringe

Il buco dell’ozono al di sopra dell’Antartico si sta lentamente chiudendo. La conferma arriva da un’analisi pubblicata sulla rivista americana Science, secondo ...

Il buco dell'ozono nel 2013 ©NASA/Ozone Hole Watch/Wikimedia Commons

Il buco dell’ozono al di sopra dell’Antartico si sta lentamente chiudendo. La conferma arriva da un’analisi pubblicata sulla rivista americana Science, secondo la quale rispetto ai rilevamenti effettuati nel 2000 sono stati recuperati 4 milioni di chilometri quadrati.

 

Buco ozono
Il buco dell’ozono nel 2013 ©NASA/Ozone Hole Watch/Wikimedia Commons

 

Si tratta di una buona notizia per l’umanità e per la salvaguardia del Pianeta, ma anche di una conferma del fatto che le politiche ecologiste portano i loro frutti. Come noto, infatti, il buco dell’ozono, gas che protegge la Terra dai raggi ultravioletti provenienti dal sole, è stato causato dalle attività dell’uomo. E in particolare dalla dispersione nell’ambiente di clorofluorocarburi (Cfc): questi ultimi sono stati progressivamente vietati grazie all’adozione del Protocollo di Montreal del 1987. Così, oggi, la loro concentrazione nell’atmosfera terrestre risulta in diminuzione del 10-15% rispetto ai picchi che erano stati registrati negli anni Novanta.

 

Secondo una ricercatrice del Mit citata dall’agenzia Afp, tale miglioramento consentirà di “evitare due milioni di tumori della pelle all’anno di qui al 2030”, nonché altre patologie. La “ripresa” dell’ozono, inoltre, consentirà di proteggere la fauna e le colture.