L’impatto economico e sociale degli incendi in Gironda si farà sentire a lungo
Oltre 14mila aziende sospese, turismo azzerato e siti industriali Seveso a rischio: la crisi climatica ha già un conto economico enorme in Gironda
In breve
- Gli incendi nella Gironda, vicino a Bordeaux, hanno bruciato oltre 42mila ettari e provocato oltre 220mila sfollati, uno dei peggiori roghi della storia francese.
- Oltre 14mila aziende hanno sospeso l’attività e fino a 150mila persone rischiano la cassa integrazione, per il blocco di autostrade, ferrovie e centrali elettriche.
- Le fiamme minacciano anche siti Seveso come Ariane Group, che tratta propellenti per missili balistici, mentre il turismo registra cancellazioni al 100%.
Da giorni l’area intorno a Bordeaux, nella Francia sudoccidentale, è devastata da incendi. Finora hanno bruciato oltre 42mila ettari di foreste. Il numero degli sfollati ammonta a più di 220mila persone. È stato definito uno dei peggiori incendi della storia francese: flora e fauna locali ne porteranno le cicatrici per anni. Ma anche per l’economia locale la situazione è drammatica.
Migliaia di aziende hanno dovuto sospendere le attività. Decine di migliaia di dipendenti sono finiti in cassa integrazione. Interi comparti, come quello del turismo, sono in ginocchio. Secondo gli analisti l’impatto sulle attività del territorio è ai livelli di quello del Covid-19. Una prova di come la crisi climatica in corso sia anche un’emergenza ambientale, sociale ed economica.
L’impatto economico degli incendi a Bordeaux e in Gironda
Gli incendi si stanno concentrando nell’area atlantica del dipartimento della Gironda, a ovest di Bordeaux. Tutto è partito in maniera accidentale durante alcuni lavori di manutenzione nei pressi di Saumos. Con il passare dei giorni sono nati nuovi focolai, propagatisi fino a 15 chilometri dalla città di Bordeaux.
Gli ettari bruciati sono circa 42mila, le persone sfollate sono oltre 220mila. Migliaia di loro sono ospitati in un campo di accoglienza istituito nel parco delle Esposizioni di Bordeaux. Una vera e propria emergenza umanitaria per uno dei peggiori incendi della storia francese, che sta mettendo duramente alla prova anche il tessuto economico. Sono oltre 14mila le aziende disseminate in oltre venti comuni che hanno dovuto sospendere le proprie attività. Le persone che potrebbe finire in cassa integrazione sono tra le 100mila e le 150mila, secondo i dati diffusi da Patrick Seguin, presidente della Camera di Commercio di Bordeaux, secondo cui i numeri potrebbero peggiorare nei prossimi giorni.
Da una parte ci sono le realtà industriali e artigianali che hanno dovuto chiudere perché si trovano nella zona degli incendi. Dall’altra quelle che non riescono a operare per le difficoltà legate al blocco delle infrastrutture. La chiusura dell’autostrada A63, l’interruzione del traffico ferroviario a sud di Bordeaux, i disagi alle piattaforme logistiche e il blocco di alcune centrali elettriche stanno infatti pesando notevolmente su produzione, trasporti e commercio. Ma non è finita qui.
Siti industriali Seveso a rischio e crollo del turismo
Le fiamme stanno minacciando anche siti industriali sensibili. Si tratta di quelli classificati come Seveso, legati soprattutto alle infrastrutture spaziali intorno all’aeroporto di Bordeaux. Tra questi c’è per esempio Ariane Group, azienda che tratta perclorato d’ammonio e propellenti solidi usati per i missili balistici strategici. Marc Vermeulen, capo dei vigili del fuoco della Gironda, ha dichiarato che dal sito industriale sono già stati evacuati alcuni dei materiali più pericolosi. E che la situazione resta sotto attento monitoraggio. Intorno ad altre aziende sensibili dell’area, come Thales, Dassault e Safran, sono state create “fasce tagliafuoco” per evitare che le fiamme le raggiungano.
Un’altra situazione drammatica è quella del turismo. L’area intorno a Bordeaux durante l’estate attira centinaia di migliaia di persone per le sue lunghe spiagge oceaniche, il patrimonio storico-culturale e il comparto vitivinicolo, tra i più importanti al mondo. Negli ultimi giorni i villaggi vacanze nell’area interessata dagli incendi hanno registrato il 100% di cancellazioni. Molte prenotazioni sono state disdette anche a decine di chilometri di distanza per i timori legati alla qualità dell’aria. Questa emorragia è destinata a proseguire per gli anni a venire, tanto perché molte strutture di accoglienza sono andate distrutte, quanto perché la portata degli incendi in corso potrebbe scoraggiare i visitatori a scegliere questa meta.
Il costo economico della crisi climatica cresce ogni anno
Secondo le autorità francesi, l’impatto degli incendi in Gironde sull’economia locale è qualcosa «che non si vedeva dai tempi del Covid-19». Nel 2022 l’area fu colpita da incendi già gravi, ma non paragonabili a quelli attuali: più della metà delle aziende registrò un calo del fatturato. Quello che sta succedendo in queste ore fa il pari con altre situazioni di emergenza simili in Spagna e in altri Paesi. Ed è la prova di una situazione che anno dopo anno è destinata a peggiorare a causa dell’effetto dei cambiamenti climatici.
L’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse) ha stimato che le perdite economiche legate agli incendi boschivi hanno superato i 100 miliardi di dollari a livello globale nell’ultimo decennio. Uno studio del Network for Greening the Financial System (Ngfs) ha dimostrato che i disastri climatici possono pesare fino al 57% sul Pil annuo nei Paesi più esposti. Il peso degli incendi sull’economia è dato tanto dalla chiusura delle aziende quanto dai costi che lo stato deve sostenere per gestire l’emergenza. Quando nel 2022 la Gironde fu devastata dagli incendi, il costo per le operazioni di soccorso si assestò sui 12 milioni di euro.
«La catastrofe climatica è una guerra», ha sottolineato Sébastien Mabile, avvocato ambientalista e vicepresidente del Comitato francese dell’Unione internazionale per la conservazione della natura. E come ogni guerra, il suo impatto è ambientale, sociale ed economico. Proprio come sta dimostrando il caso francese di questi giorni.




Nessun commento finora.