Ambiente

Le mappe dinamiche dell’impatto umano e del suolo

Dai ricercatori inglesi un sistema di mappe dinamiche per rilevare l'impatto umano sul suolo, gli effetti di miniere, alluvioni, cambiamenti climatici

Di Corrado Fontana
veicolo di servizio tra gli sbancamenti di una miniera di carbone. CC0 Creative Commons da Pixabay.com

Nuove mappe in cui si mostrano l’impatto umano sul paesaggio e i movimenti della terra, elaborate dai ricercatori dell’Università di Nottingham, nel Regno Unito, grazie a una tecnologia definita come “rivoluzionaria”.

subsidenza nel Regno Unito – Geomatic Ventures Limited dell’Università di Nottingham

Mappe dinamiche capaci di fotografare l’evoluzione dello spazio fisico nel tempo e che, per ora, utilizzando migliaia di immagini radar satellitari e sfruttando un brevetto sviluppato da Geomatic Ventures Limited (GVL), società spin-out dell’ateneo stesso, hanno permesso di creare una fotografia completa del movimento dell’intero suolo britannico nel periodo 2015-2017. Un’evoluzione rispetto alla prima versione che si limitava alla sola Scozia.

Le conseguenze dell’attività umana

Il nuovo sistema di mappatura è in grado di evidenziare le aree a rischio subsidenza (in rosso e marrone nelle elaborazioni grafiche), come ad esempio mostra uno zoom che inquadra un’area di 500 metri nel Kennington Park, nella zona nord di Londra. Ma non solo. Le immagini evidenziano le conseguenze di attività umane importanti come quelle estrattive, mostrando l’eventuale collasso delle miniere, e consentono il monitoraggio dei territori colpiti da fenomeni di sollevamento del terreno (in blu) e spostamento di sedimenti, grandi alluvioni e smottamenti.

Strumento low cost per la politica

Tutte potenzialità che acquisiscono rilievo sia dal punto di vista politico che ambientale – basti pensare alle scelte energetiche e agli eventi climatici estremi sempre più frequenti -, anche perché il sistema offre uno strumento potente e preciso che i suoi sviluppatori definiscono “a basso costo”. Aspetti sottolineati da uno degli scienziati impegnati nel progetto, il dottor Andy Sowter, secondo cui la nuova mappa del Regno Unito così realizzata «ha rivelato un paesaggio dinamico, mutevole e collassante, dominato da attività innaturali, create dall’uomo, la nostra eredità lasciata dall’estrazione del carbone, dalle pratiche agricole e dalla gestione delle torbiere. Ha implicazioni per una serie di enti industriali e governativi, attivi nel campo dell’energia, delle infrastrutture, della gestione ambientale e dei cambiamenti climatici».

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