Ambiente

La soia ucraina diventata biologica in viaggio

Quella di un carico da 36 milioni di libbre (circa 16,3 tonnellate) di soia coltivata in modo convenzionale che, partita dall’Ucraina, finisce per sbarcare negli Stati ...

Di Corrado Fontana
Semi di soia. CC0 Public Domain da Pixabay.com
Nave cargo porta container cinese in porto. CC0 Public Domain da Pixabay.com

Quella di un carico da 36 milioni di libbre (circa 16,3 tonnellate) di soia coltivata in modo convenzionale che, partita dall’Ucraina, finisce per sbarcare negli Stati Uniti ed essere venduta con l’etichetta biologica (organic) è la storia di uno strano viaggio, raccontato in un lungo reportage del «Washington Post».

Semi di soia che ha subito un trattamento di fumigazione con pesticidi e ha navigato alla fine dell’anno scorso, giunta in dicembre a Stockton, in California, passando per la Turchia, e che sono stati etichettati come “biologici”, e grazie all’aggiunta della denominazione “USDA Organic” hanno accresciuto il proprio valore di circa 4 milioni di dollari.

L’intermediario Global Natural, con sede ad Annapolis, contattato dal Post, ha ammesso che potrebbero essere state prodotte false certificazioni relativamente ad alcuni carichi provenienti dall’Est Europa, e che nello stesso modo potrebbero essere state distribuite già 10 milioni di tonnellate di soia.

Il caso della soia, secondo i giornalisti del Post, non sarebbe peraltro isolato, e l’anomalia – se proprio di sistema non si può parlare – si sarebbe riscontrata almeno riguardo altre due spedizioni di granaglie l’anno passato, “dimostrano debolezze nel modo in cui gli Stati Uniti assicurano che ciò che viene venduto come “USDA Organic” sia davvero biologico”.

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