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Pesca, l’allarme della Fao sul Mediterraneo

I pesci sono sempre meno numerosi negli oceani. E ben il 31, 4 per cento delle specie in tutto il mondo sono sovrasfruttate. Mentre, per la prima ...

©TANAKA Juuyoh/Wikimedia Commons

I pesci sono sempre meno numerosi negli oceani. E ben il 31, 4 per cento delle specie in tutto il mondo sono sovrasfruttate. Mentre, per la prima volta, il consumo per abitante ha superato i 20 chilogrammi all’anno in media. A spiegarlo è un rapporto pubblicato nei giorni scorsi dalla Fao intitolato “Situazione mondiale della pesca”.

 

©TANAKA Juuyoh/Wikimedia Commons
©TANAKA Juuyoh/Wikimedia Commons

 

Secondo l’agenzia delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura, il Mediterraneo in particolare sarebbe vicino ad una vera e propria implosione, dal momento che qui è il 96 per cento delle specie a non essere gestito secondo criteri sostenibili. La velocità delle attività ittiche, infatti, non dà agli animali il tempo necessario per riprodursi in modo sufficiente, il che sta portando ad un calo deciso del loro numero.

 

In 40 anni, infatti, il fenomeno del sovrasfruttamento è triplicato, e la Fao punta il dito in modo deciso contro la pesca industriale, che non solo comporta rischi per gli ecosistemi ma mette anche in difficoltà quella artigianale, e quindi numerose popolazioni locali. «La pressione esercitata dall’industria – ha spiegato Isabelle Aurissier, presidente di Wwf Francia al quotidiano 20Minutes – costituisce una minaccia per la sicurezza alimentare in numerose aree di Paesi in via di sviluppo, così come per la salute stessa degli oceani. Occorre un cambiamento radicale nelle regole che disciplinano il settore».