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Scoperta una larva mangia-plastica ultra rapida

Una larva potrebbe aiutare a lottare contro l’inquinamento? Per ora si tratta solamente di una speranza, ma la comunità scientifica sta lavorando alacremente dopo ...

© FerranRelea/Wikimedia Commons

Frammenti di plastica dispersi in mare. Di Provincie Limburg/ Alf Mertens (Project Schone Maas Limburg) [CC0], attraverso Wikimedia Commons
Una larva potrebbe aiutare a lottare contro l’inquinamento? Per ora si tratta solamente di una speranza, ma la comunità scientifica sta lavorando alacremente dopo la scoperta di inaspettati e importanti poteri «bio-degradanti» dimostrati da una piccola larva. Quest’ultima infatti, sarebbe in grado di «mangiare» i rifiuti di plastica, il che aprirebbe un nuovo capitolo per la risoluzione del problema.

Un’analisi della Fondazione Ellen MacArthur aveva d’altra parte spiegato già alcuni anni fa che «l’utilizzo di plastica si è moltiplicato per venti nella seconda metà del Ventesimo secolo e un ulteriore raddoppio è previsto nei prossimi venti anni». A causa della facilità di fabbricazione e dei costi particolarmente bassi, di conseguenza, si è passati da una produzione mondiale pari a 15 milioni di tonnellate nel 1964 a 311 milioni nel 2014.

Ora Federica Bertocchini, del Centro spagnolo per la Ricerca nazionale, ha svelato le proprietà inaspettate della larva, che tra l’altro non è per nulla rara in natura. Si tratta di un tipo allevato per ragioni commerciali legate alla pesca, ma che allo stato selvaggio costituisce un parassita degli alveari, che si annida nella cera d’api. La scienziata, apicultrice amatoriale, ha osservato per caso che i sacchetti di plastica nei quali aveva riposto la cera infestata si ritrovavano in breve punteggiati da piccoli fori. «Un tasso di bio-degradazione estremamente rapido», ha spiegato la ricercatrice in un lavoro che è stato pubblicato dalla rivista scientifica americana Current Biology.

L’ipotesi degli esperti è che la larva non si limiti a ingerire la plastica ma che la possa anche trasformare chimicamente attraverso una sostanza prodotta dalle sue ghiandole salivari.

Immagine in evidenza di FerranRelea (Opera propria) [CC BY-SA 3.0 (http://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0)], attraverso Wikimedia Commons